Quanto restano i sintomi del coronavirus

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sintomi Covid dopo dimissioni
sintomi Covid dopo dimissioni

Mentre in Italia i vaccini sembrano produrre i primi risultati tra operatori sanitari, over 80 e ospiti delle Rsa, proseguono gli studi sul coronavirus e i suoi sintomi. Uno studio, pubblicato su medRxiv e realizzato dagli scienziati dell’Università di Leicester, attesta che nel 70% dei pazienti che hanno contratto l’infezione i sintomi del Covid persistono anche dopo 5 mesi dalle dimissioni.

Sintomi Covid persistono dopo le dimissioni

Stando a quanto emerso da uno studio pubblicato su medRxiv ma ancora da sottoporre a revisione, il 70% dei pazienti ricoverati in ospedale a causa del coronavirus soffre di Long Covid a distanza di cinque mesi dalle dimissioni. In molti, infatti, presentano ancora sintomi come mancanza di respiro, affaticamento e dolore muscolare. Tra i sintomi più comuni anche difficoltà a dormire, dolore o gonfiore delle articolazioni, debolezza degli arti, perdita di memoria a breve termine e inconvenienti cognitivi. La ricerca è stata condotta dagli scienziati dell’Università di Leicester e ha coinvolto 1.077 persone.

Inoltre, dallo studio si notano in diversi organi dei pazienti alcuni danni conseguenti all’infezione, in particolare per chi ha avuto bisogno di ventilazione meccanica. I dati sarebbero confermati da un altro studio, realizzato dagli scienziati dell’Università di Glasgow. Dall’analisi in questione emerge che le donne con meno di 50 anni sono più soggette a complicazioni persistenti. “I sintomi a lungo termine di Covid-19 sono ancora in gran parte sconosciuti. Questi lavori si aggiungono alle poche nozioni disponibili a questo riguardo”. Così ha dichiarato Chris Whitty, Chief Medical Adviser nel Regno Unito. Il servizio sanitario nazionale inglese ha già predisposto più di 20 milioni di sterline dedicate alla ricerca e all’assistenza dei pazienti con serie complicazioni successive all’infezione.

La ricerca

I ricercatori dell’Università di Leicester hanno scelto 1.077 soggetti ospedalizzati e dimessi tra marzo e novembre 2020. A loro è stato chiesto di completare questionari sulle condizioni di salute e sull’impatto che la malattia ha provocato nella loro quotidianità.

Dai risultati emersi e riportati da Agi, il 71% degli intervistati dichiara di avere ancora sintomi, il 17,8% fa sapere di aver smesso di lavorare e il 19,3% informa di aver subito delle alterazioni negli orari lavorativi a causa della malattia. Il 25% dei partecipanti allo studio manifesta ansia o depressione. Nel 12% sono stati riscontrati segnali di sindrome da stress post-traumatico.

Le donne di mezza età con comorbilità come asma o diabete sembrano le più soggette a tali sintomi. Per il team di ricerca non è da escludere che il Long Covid dipenda da livelli particolarmente alti della proteina C reattiva, un ormone infiammatorio nel sangue. Per accertarlo però, saranno necessari nuove analisi.

“Questa ricerca fornisce informazioni utili sugli effetti debilitanti di Covid con cui alcune persone convivono mesi dopo essere state ricoverate in ospedale. È importante capire quali siano i pericoli e le complicazioni del Long Covid in modo da gestire i casi”, dichiara Whitty.

I colleghi dell’Università di Glasgow hanno valutato un campione di 36 donne dimesse dall’ospedale e con un’età inferiore ai 50 anni. Dai risultati pare che, rispetto agli uomini, abbiano cinque volte meno probabilità di sentirsi completamente guarite dopo tre mesi. Le persone che fanno parte del campione studiato sono però troppo poche per trarre conclusioni definitive. Tuttavia, è da approfondire l’eventuale legame tra sesso femminile e probabilità più elevata di sperimentare sintomi a lungo termine del Covid-19.