Quella 2021 sarà l'edizione del Festival di Cannes più green di sempre

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Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
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Dopo parità, diversità, inclusione, l'industria cinematografica ha deciso di investire su una nuova transizione, quella ecologica. A 2021 ormai inoltrato una virata green potrà sembrare scontata e forse anche tardiva rispetto a un mondo cadenzato già da anni dagli scioperi per il clima e dai tonanti discorsi di Greta Thunberg alle Nazioni, eppure quella della settima arte è stata fino ad oggi una realtà poco ricettiva rispetto a questo genere di cambiamento. Ecco perché il Festival di Cannes, che inizierà domani 6 luglio, ha deciso di essere il portabandiera di questa rivoluzione culturale e di diventare, quest'anno per la prima volta, green.

Photo credit: Stephane Cardinale - Corbis - Getty Images
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Per l'edizione di quest'anno gli organizzatori hanno voluto includere, alle rassegne già previste, Le Cinéma pour le climat, una sezione eco friendly in cui saranno proiettati sette film e documentari sul tema, tra cui la pellicola La Croisade di Louis Garrel e i docu-film Marcher sur l'eau di Aïssa Maïga, La Panthère des neiges di Marie Amiguet, Animal di Cyril Dion e Bigger Than Us, prodotto da Marion Cotillard. Tra le novità di questo festival ci sarà per i partecipanti anche una sorta di micro-tassa di 20 euro, che a differenza del 2019 non sarà più su base volontaria e che verrà devoluta a programmi ambientali carbon-free. "Questa somma è stata facoltativa nel 2019, ma solo 40 persone su 40.000 partecipanti l'avevano pagata. Non sarà più una scelta. L'argomento è troppo importante" – spiega François Desrousseaux, segretario generale dell'evento, a Madame Figaro.

Photo credit: Andreas Rentz - Getty Images
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"Oggi, la reputazione di una personalità o di un film non risiede più nel lusso e nell'opulenza, ma nella consapevolezza del mondo che lo circonda" – aggiunge Mathieu Delahousse, presidente di Secoya, un'agenzia che supporta gli attori dell'industria audiovisiva nella pratica nella transizione ecologica. Quello del cinema è un settore che solo apparentemente non ha a che fare con l'inquinamento ambientale, ma che invece produce tutti gli anni milioni di tonnellate di CO2. Nelle riprese tutto o quasi è ad alta intensità energetica: dai mezzi di trasporto, alle luci del set, dall'archiviazione dei dati alle mense per gli operatori. Ecco perché molte produzioni, stando all'agenzia Secoya, stanno cercando di cambiare il proprio approccio, per esempio riciclando le scenografie e limitando gli sprechi. "La crisi sanitaria ha dimostrato alle produzioni che è possibile mettere rapidamente in atto protocolli e che è meglio prepararsi al cambiamento piuttosto che subirlo".

Photo credit: Manu Vega - Getty Images
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"La parte più difficile del processo consiste nel cambiare le proprie abitudini" – spiega Alissa Aubenque, project manager di Ecoprod, che riunisce diverse entità, tra cui il Centre national du cinéma (CNC), France TV e Canal+, per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema. "Iniziare la transizione costa denaro, ma a lungo andare essere eco-responsabili consente di risparmiare denaro – le fa eco Mathieu Delahousse –, soprattutto perché i nuovi marchi etici, le bottiglie in materiale vegetale o i cosmetici biologici, ad esempio, mostrano un crescente interesse per il settore". Non a caso il Centre national du cinéma nel 2022 metterà in atto un piano d'azione che mira a informare l'opinione pubblica rispetto ai temi della transizione ecologica del cinema, dell'audiovisivo e delle arti animate. Il progetto prevede un primo anno di sensibilizzazione, un secondo anno di implementazione di un calcolatore di carbonio e il terzo anno una regolamentazione di consumi e sprechi. D'altro canto se con il #MeToo il cinema ha dimostrato di poter essere una forza trainante per il cambiamento, perché non dovrebbe essere così anche per le questioni ecologiche? Domani intanto si terrà il primo Festival di Cannes green della storia.

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