Quentin Tarantino e Miramax: raggiunto l’accordo sugli NFT di Pulp Fiction

È tornato il sereno tra Quentin Tarantino e la Miramax.

Il regista e la casa di produzione americana hanno raggiunto un accordo sulla causa presentata alla corte federale per violazione del copyright intentata dalla Miramax contro Tarantino, colpevole di aver messo all’incanto sette token crittografici di scene tagliate della pellicola del 1994.

La causa sosteneva che la Miramax possedeva la maggior parte dei diritti di Pulp Fiction e quindi Tarantino non poteva vendere gli elementi del film.

Il team legale di Tarantino ha contestato l'affermazione, affermando che gli NFT erano immagini basate sulla sua sceneggiatura e non su riprese del film vero e proprio, e quindi non erano proprietà intellettuale della Miramax.

A giugno Tarantino e il suo avvocato Bryan Freedman hanno chiesto al tribunale di archiviare la causa.

Circa tre mesi dopo, le parti hanno raggiunto un accordo. I dettagli non sono stati resi pubblici, ma Deadline ipotizza che Tarantino continuerà a vendere i suoi NFT.

«Le parti hanno deciso di lasciarsi alle spalle questa vicenda e di collaborare a progetti futuri, compresi eventuali NFT», hanno dichiarato Miramax e Tarantino in un comunicato congiunto.

Secondo The Verge, gli NFT, o token non fungibili, sono certificati digitali unici che dimostrano la proprietà della versione originale di un bene online, come l'arte digitale. Non sono necessariamente accompagnati da diritti d'autore o di riproduzione, quindi Tarantino può mantenere il diritto di riprodurre la sua sceneggiatura di Pulp Fiction dopo aver venduto un NFT.