"Questa foto è vera. Vietare tv, Netflix e videogame ci ha ridato i nostri figli. Ora amano creare"

Ilaria Betti

Niente televisione, niente Youtube, niente Netflix, niente videogame. Spina staccata. È stata questa la decisione che Molly DeFrank, blogger californiana e mamma di cinque figli, ha preso dopo aver capito quanto il rapporto dei suoi bambini con la tecnologia stesse diventando “malato”: i piccoli erano costantemente irritabili, piagnucolavano per nulla e si scontravano spesso. Per non parlare di quanto fosse avvilente vederli al ristorante con gli iPad. Da lì la decisione di provare a disintossicarli dagli schermi per qualche settimana. Il risultato? “La nostra vita è cambiata - ha affermato la mamma blogger -. È stato come riavere i miei figli indietro”.

Non c’è alcun trucco dietro la foto che la DeFrank ha pubblicato sul suo profilo Facebook: i suoi bambini non stanno recitando né si sono messi in posa per lo scatto, eppure sono tutti in fila sotto le coperte a leggere. ”È successo che qualche sabato dopo il nostro ‘screen detox’, i miei figli si sono svegliati uno ad uno e hanno visto me e mio marito leggere a letto - racconta la mamma -. Hanno preso i loro libri e si sono uniti a noi”. Un vero e proprio miracolo per chi, fino a poco tempo prima, litigava per il telecomando.

Quando hai capito che i tuoi figli avevano bisogno di “disintossicarsi” dagli schermi?

“Lo scorso anno io e mio marito abbiamo iniziato a notare alcuni comportamenti dei nostri bambini che non ci piacevano affatto. Difficoltà a concentrarsi, irritabilità, soprattutto negli orari in cui erano più esposti agli schermi. Non sapevamo se il loro comportamento fosse normale o se fosse dovuto ad un eccesso di zuccheri o ad una mancanza di sonno. Ma un giorno mio figlio mi ha accolto alla porta con un: ‘Posso giocare col tuo telefono?’. Ed è stato quello il momento in cui ho capito che avevamo bisogno di prenderci una pausa”. 

Qual è stata la vostra strategia per tenerli alla larga dagli schermi?

“Gli abbiamo detto, una sera a cena: ‘Ok, ragazzi, ci...

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