"Questa non è la nuova normalità": Greta Thunberg si sfoga dopo le recenti catastrofi climatiche

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In Belgio e Germania il numero di morti e dispersi è ancora incerto e paurosamente in crescita – i dati aggiornati parlano di 749 feriti e 165 morti –, ma il bilancio è già grave a sufficienza da indignare l'opinione pubblica e spingere Greta Thunberg a scendere in campo, ancora una volta, contro i potenti del mondo, che poco stanno facendo e ancora meno hanno fatto in passato per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, causa della devastante alluvione che mercoledì scorso si è abbattuta con particolare intensità sulla regione Renania-Palatinato. Mentre non sono ancora state accertate le responsabilità politiche della catastrofe e molti si interrogano sia sul ritardo di reazione delle autorità all'allerta meteo sia sul funzionamento stesso del sistema di allarme, l'attivista svedese tuona dal nord dell'Europa con parole molto dure, che non lasciano spazio a repliche e che interrogano la coscienza civile di tutti.

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“Ondate di calore mortali, alluvioni, tempeste, incendi, siccità, perdite di raccolto... Questa non è la nuova normalità. Siamo all’inizio di un’emergenza climatica ed ecologica, e gli eventi meteorologici estremi diventeranno sempre più frequenti – ammonisce Greta, che anche durante la pandemia non ha mai smesso di manifestare per il clima, arrivando la scorsa settimana a tagliare il traguardo del 152esimo venerdì di sciopero. Dopo i catastrofici recenti sviluppi, soprattutto nell’Europa occidentale, tutti sembrano parlare dell’emergenza climatica, e giustamente. Ma non appena queste tragedie saranno finite molto probabilmente ce ne dimenticheremo e andremo avanti come prima. A meno che non trattiamo la crisi sempre come tale, non saremo in grado di fermare l’emergenza climatica".

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Non è la prima volta che la 18enne, protagonista del nuovo documentario prodotto dalla Bbc, Greta Thunberg – Un anno per salvare il mondo, prende di petto i capi di governo accusandoli di presentare ai summit mondiali "vuote agende sul clima" e di banchettare con aragoste e bistecche, disattendo le aspettative di molti cittadini che come lei chiedono un intervento urgente per ridurre le emissioni di carbonio e proteggere il Pianeta prima che sia troppo tardi. "Le persone al potere ora cercano di agire in modo responsabile, dicendo tante belle parole. Sembra che tutti dimentichino che sono loro ad averci condotto verso un pianeta più caldo e destabilizzato di diversi gradi". E la disastrosa alluvione di questi giorni, la peggiore in Europa negli ultimi 500 anni, ne è la prova più tangibile.

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Secondo il Global Temperature Report prodotto dalla Berkeley Earth, un'organizzazione di ricerca senza scopo di lucro con sede in California, che dal 2013 elabora analisi indipendenti sui cambiamenti di temperatura nel mondo, oggi la temperatura media mondiale è superiore a quella media di fine XIX secolo di ben 1,27° C. Il report evidenzia inoltre come il 2020 sia stato l'anno dei record negativi, attestandosi come l'anno più caldo in assoluto dal 1850 e al contempo quello in cui Siberia e Asia settentrionale hanno raggiunto le temperature più elevate. Dati che l'organizzazione si riserva di rivedere a fine 2021, aggiornando a rialzo le stime per i prossimi anni.

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