Questa regola di Netflix per decidere chi licenziare è buon management o è disumana?

Di Redazione
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Photo credit: GABRIEL BOUYS - Getty Images
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From Esquire

Per chi lavora a Netflix, l'ormai famosissima multinazionale leader nel mercato dei film, delle serie e dei documentari distribuiti via internet, c'è un test. Un test che non bisogna superare soltanto una volta quando si viene assunti, durante il colloquio di lavoro, ma costantemente. Un dipendente, racconta la giornalista Sarah Todd su Quartz, nonostante fosse stato assunto ormai da nove mesi non aveva mai tolto le sue cose dagli scatoloni tanta era l'incertezza di poter essere licenziato di lì a breve.

Questo test, apparentemente molto duro, viene chiamato "Keeper Test". Se ne parla perché tutti i manager di Netflix sarebbero incoraggiati a usarlo continuamente, come spiega Reed Hastings, il co-fondatore e co-CEO del gigante dello streaming, in un suo libro appena pubblicato negli Stati Uniti e intitolato "No Rules Rules".

Scrive Hastings che il test si basa su un'idea di miglioramento molto rigida, che qualcuno ha già definito "darwinista". Eccolo spiegato con le sue stesse parole: "Se una persona del vostro team dovesse lasciare il lavoro domani, cerchereste di fargli cambiare idea? O accettereste le sue dimissioni, magari con un po' di sollievo? In quest'ultimo caso, dovreste dar loro subito una buonuscita e cercare una "stella", qualcuno per cui sareste disposti a lottare per tenerlo con voi".

In un certo senso la regola sembra essere la solita, quella della competitività aziendale: tieni i migliori, e se un dipendente che non è considerabile il "migliore", cerca di liberartene. Naturalmente un criterio del genere sarebbe irragionevole per i lavori "normali", ma ha un suo senso per i superjob come quelli a Netflix, con prestigio e salari poco meno che stellari; anche perché le aziende funzionano spesso con principi di selezione simili e, in particolare, le grandi multinazionali della tecnologia sono ancora più frenetiche e competitive nei processi di assumere e licenziare i propri dipendenti.

Sebbene selezionare duramente chi assumere sia molto comune, in questo caso ci sono anche elementi che lasciano intendere che Netflix abbia una politica aziendale più dura e difficile da considerare "giusta". I dipendenti da una parte guadagnano bene, hanno un minimo di quattro mensilità garantite in caso di licenziamento, ottime somme di buona uscita e un welfare aziendale eccellente. Dall'altra però rischierebbero il licenziamento in modo costante.

Netflix, com'è noto, è un'azienda di enorme successo: 193 milioni di abbonati in tutto il mondo, un ruolo da leader, moltissimi premi cinematografici e televisivi, serie diventate di culto (come Stranger Things) e un pubblico giovane e molto affezionato. Parliamo di una realtà aziendale che ha una valutazione di 223 miliardi di dollari. Ma la vera domanda è: questo è dovuto al Keeper Test, che migliora la resa dei dipendenti e il loro impegno, o invece Netflix potrebbe tranquillamente avere questo successo senza un meccanismo ansiogeno e minaccioso come quello del Keeper Test?

Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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Nello stesso articolo che citavamo poco fa, quello pubblicato sul sito di Quartz, si sostiene che il Keeper Test potrebbe influire negativamente sulla produttività dei dipendenti, perché lo stress e l'ansia ridurrebbero la possibilità di dedicarsi serenamente al proprio lavoro. Il test potrebbe influire negativamente anche sugli stessi prodotti Netflix: se licenziare i "non migliori" è una regola così importante, allora forse i creativi (chi scrive, sceneggia e immagina i contenuti che poi noi utenti vediamo sulla piattaforma) osa di meno, rischia di meno, proprio per evitare di essere messo all'uscio.

Non è possibile sapere se il test funziona per migliorare l'azienda: sicuramente potrebbe essere uno stimolo, e altrettanto sicuramente potrebbe intralciare i processi decisionali, quelli più creativi e peggiorare il rendimento complessivo della piattaforma. Quello che sappiamo con certezza è che dal punto di vista "comunicativo", per l'azienda far parlare di sé in questo modo, come un luogo di lavoro dove rimangono solo "i migliori" è un vantaggio. Netflix, grazie al libro del suo dirigente, si mostra al mondo come un'eccellenza. Forse, il senso del Keeper Test, è tutto qua.