Queste foto inedite di una Cristina Parodi giovanissima sono una meraviglia (a dir poco)

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Photo credit: Elisabetta A. Villa - Getty Images
Photo credit: Elisabetta A. Villa - Getty Images

Si dice che la Storia non si faccia con i "se" né con i "ma". Eppure capita a tutte di tornare con la mente a quel momento della nostra vita in cui se avessimo fatto una scelta professionale o umana diversa forse saremmo state anche persone diverse. Senza necessariamente nutrire rimpianti per quello che non è stato, ma che sarebbe potuto essere, è bello farsi cullare dal ricordo di certe passioni o interessi giovanili che avrebbero potuto portarci su una strada molto diversa da quella effettivamente percorsa. Un'operazione nostalgia che ha contagiato anche Cristina Parodi che sul suo profilo social ha pubblicato un album di ricordi con alcune sue fotografie di quando era appena una ragazza con tanta grinta e molti sogni nel cassetto.

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"Da bambina volevo fare prima la tennista (giocavo benino), poi la cantante e anche le modella, infine dopo avere fatto la correttrice di bozze, la supplente in un liceo e la venditrice di pubblicità, mi sono laureata in lettere e ho fatto la giornalista", scrive la Parodi, che ripercorre con un sorriso le origini della sua carriera. Nella prima foto una giovane Cristina dal corpo asciutto e sportivo è alle prese con un servizio con tanto di polo bianca, gonnellina e scarpette da ginnastica. Lo sguardo concentrato è quello di chi nel gioco come nella vita non ha mai sbagliato un colpo. Dal campo da tennis alla sala prove è un attimo. Qui una quasi irriconoscibile Cristina è intenta a seguire la partitura musicale di una canzone. Terzo scatto, questa volta il fermo immagine è su un servizio fotografico. Occhiali da sole, camicetta annodata all'ombelico e capelli tra le dita: qui la Parodi è ferma in una posa imperturbabile da modella.

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"Ho sempre avuto grandi sogni e ho cercato di realizzarli" continua la giornalista, che alla fine è riuscita a fare ordine tra i suoi desideri giovanili e a coronare il sogno di una laurea in Lettere e di una carriera nel giornalismo. Nel flusso di ricordi trova posto anche una riflessione amara: "Oggi i bambini in molti casi hanno perso la capacità di sognare, sopraffatti da un presente che non soddisfa i loro bisogni". "I minori che vivono in famiglie fragili e segnate dalla pandemia perdono la capacità di aspirare ad una condizione diversa rispetto a quella in cui si trovano. Cadono in uno stato di apatia. Non vogliono più nulla" ha aggiunto Cristina Parodi, che sostiene la campagna di sensibilizzazione “Quando sarò grande” lanciata da Cesvi "per proteggere i bambini italiani dalla trascuratezza, dal maltrattamento , dalla negazione ai diritti di vivere un’infanzia serena". La onlus, un'organizzazione umanitaria che da oltre 30 anni promuove nel mondo i diritti umani e lo sviluppo sostenibile, si impegna per aiutare i ragazzi a essere di nuovo protagonisti della loro vita e a non smettere mai di sognare, perché come diceva Walt Disney "se puoi sognarlo, puoi farlo".

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