Questo inverno 1 milione di bambini afghani rischia di morire di fame e di freddo e non possiamo ignorarlo

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Photo credit: ADEK BERRY - Getty Images
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Sono passati due mesi dalla caduta di Kabul, ma sembra un secolo. In queste settimane abbiamo visto le persone fuggire, morire, sperare, salvarsi ma soprattutto abbiamo assistito all'infrangersi di molti sogni. Le ragazze sono a casa da scuola, le donne non possono andare al lavoro, i diritti umani di tutti sono sospesi e continuano le pubbliche esecuzioni. "La situazione umanitaria e socio-economica in Afghanistan è sull'orlo del collasso" ha dichiarato l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, Josep Borrell, a seguito della videoconferenza informale dei ministri dello Sviluppo. "Secondo il Norwegian Refugee Council, almeno 1 milione di bambini rischiano di morire di freddo e fame questo inverno, a meno che non ottengano l'assistenza adeguata. Non possiamo 'aspettare e vedere'. Dobbiamo agire, e agire rapidamente".

"Non c'è abbastanza cibo nel Paese", ha spiegato infatti Astrid Sletten del Norwegian Refugee Council a The World, "Il cibo deve arrivare in aereo o via terra dai paesi vicini. Se il cibo non raggiungerà l'Afghanistan, le persone moriranno di fame e in numero elevato. Inoltre, tra un paio di mesi arriverà l'inverno e ci sono temperature molto basse a Kabul e nella parte settentrionale del Paese. La gente ha bisogno di un riparo. La gente ha bisogno di coperte. La gente ha bisogno di vestiti invernali per sé e per i propri figli. Hanno bisogno di legna da ardere. Hanno bisogno di assistenza per l'inverno e ne hanno bisogno prima che l'inverno arrivi". Inutile dire che la situazione è drammatica e che a subirne le conseguenze saranno come sempre le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani e i bambini. "Ogni volta che arriva la neve a novembre o dicembre", spiega Sletten, "vado nelle baraccopoli fuori Kabul e vedo bambini che corrono a piedi nudi o in pantofole di plastica, nella fanghiglia, nell'acqua gelata e nella neve. Le persone vivono sotto un telone o con muri di fortuna fatti di stoffa".

Secondo il Norwegian Refugee Council, più di 1 milione di bambini rischiano di morire di fame questo inverno e ci sono almeno 18 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria. "Il settore pubblico sta per crollare", conferma Sletten, "Chi pagherà gli stipendi degli insegnanti pubblici o degli operatori sanitari e delle cliniche e degli ospedali? Queste sono domande che devono essere risolte e devono essere risolte velocemente". Sono anche domande che non hanno certo una risposta facile e univoca soprattutto perché, come spiega Borrel, l'Unione Europea non ha intenzione di riconoscere il governo talebano: le dinamiche politiche, però, dovranno tenere conto della crisi umanitaria. "Oggi i ministri hanno discusso modi concreti per aumentare il sostegno dell'Unione europea al popolo afghano, in particolare la fornitura di servizi di base, e rafforzare la resilienza della società afghana", ha spiegato Borrel, "Sì, abbiamo già aumentato la nostra assistenza umanitaria, ma non è sufficiente per scongiurare la carestia e una grave crisi umanitaria. È fondamentale integrare con la fornitura di ciò che possiamo chiamare 'aiuto umanitario plus' a sostegno diretto della popolazione". Sarà un inverno lungo.

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