Quirinale, deputati M5S fra Draghi e timori per il futuro governo

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Image from askanews web site
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Roma, 20 gen. (askanews) - "Non posso dare dettagli sugli incontri Conte-Letta e Conte-Salvini ma i nomi ci sono, verranno proposti a tempo debito": è in queste parole del capogruppo M5S a Montecitorio Davide Crippa, forse, il passaggio più interessante dell'assemblea dei deputati stellati dedicata all'imminente elezione del presidente della Repubblica. Crippa fa parte della "cabina di regia" che viene tenuta costantemente aggiornata dal leader Giuseppe Conte e di fatto chiarisce che, al di là delle formali smentite dell'ex premier ("abbiamo parlato di schemi", aveva detto dopo il faccia a faccia con il leader della Lega), il confronto con le altre forze politiche è a uno stato piuttosto avanzato, pur se bloccato, formalmente, sul fronte del centrodestra, dall'attesa per la probabile rinuncia di Silvio Berlusconi a correre per il Quirinale.

L'assemblea mette in luce alcune delle tensioni interne al Movimento. Crippa ribadisce la linea ufficiale di Conte, che pur avendo smentito l'esistenza di un veto contro l'approdo al Colle di Mario Draghi, considera cruciale il rebus governo: "Chi potrebbe guidare un nuovo governo? Con quali partiti e quali ministri? Ci saranno tutti a bordo? E se qualcuno fa cadere prima il Governo uscente?", si chiede il presidente dei deputati M5S. Non è escluso un bis di Sergio Mattarella, "resta un tema importante", sottolinea. La tenuta dei gruppi stellati in questa fase così delicata preoccupa gli alleati dem ma anche i vertici del Movimento. Crippa critica le trattative "improbabili" condotte da singoli parlametari come l'ex ministro Fraccaro (che lui tuttavia non nomina esplicitamente) che ha incontrato Salvini nonostante il mandato negoziale sia stato conferito in esclusiva all'ex premier.

Dalla platea, emergono critiche all'atteggiamento di Conte. Per il deputato pugliese Diego De Lorenzis "il nostro ruolo è poco chiaro, facciamo asse con il centrosinistra ma poi incontriamo Salvini. Gli incontri ci saranno anche con Meloni e Berlusconi?", chiede. Anche Sergio Battelli lancia l'allarme sulla tattica: "In questa fase , tolto Berlusconi, dobbiamo mettere meno veti possibili". Bene quindi la precisazione del leader sul fatto che non c'è il veto su Draghi, ma anche nella scelta degli interlocutori bisogna essere maggiormente aperti: "Alla quarta chiama (il quarto scrutinio, quando si abbassa il quorum per l'elezione del capo dello Stato, ndr) il fatto di non parlare con Renzi può diventare un problema, un bis dell'operazione responsabili sarebbe un disastro perché Renzi alla quarta potrebbe fare uno scherzo", avverte. "Molti sono sostenitori del Governo oggi, fino a ieri criticavano. Draghi è un profilo di altissimo livello, non possiamo negare che sia all'altezza", si schiera Stefano Buffagni, non proprio una figura di secondo piano, già sottosegretario e viceministro nei due governi Conte. Pro-Draghi anche Gianluca Vacca: "E' la garanzia che l'italia può offrire" di fronte ai rischi legati al debito pubblico e alla possibile risalita dei tassi di interesse.

Ci sono anche i dubbiosi: per Luigi Gallo "il prossimo presidente della Repubblica non deve commissariare la politica", mentre Angela Masi ricorda che "molti come me hanno già avuto difficoltà a votare Draghi presidente del Consiglio, c'è difficoltà a votarlo come presidente della Repubblica. Diverso se fosse per sventare Berlusconi", aggiunge. Mentre Angela Raffa fa appello alla necessità di "osare" e fa i nomi di Pier Luigi Bersani e Paola Severino "più vicini al nostro elettorato".

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