Rachele Bastreghi ci spiega perché è bello essere una «psychodonna»

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Photo credit: Elisabetta Claudio
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Rachele Bastreghi ha fatto «un concept album sull’anima femminile, sul coraggio di essere se stesse». Femminile, dice, ma non femminista. «O forse sì. Non lo so. Con le etichette non ci vado d’accordo». Psychodonna è il primo vero album da solista della voce femminile dei Baustelle, dopo l’ep Marie del 2015. «Questo progetto bolliva da sempre, ma non avevo mai avuto il coraggio per farlo come avrei voluto. Dopo vent’anni di esperienza, mi sento consapevole, con gli strumenti giusti. Mi sono messa al centro come musicista, arrangiatrice, co-produttrice. Un lavoro faticoso ma liberatorio. Un viaggio di esplorazione di me stessa».

Aveva bisogno di autoanalisi?

Autoanalisi è alzare tappeti per capire quanta polvere c’è sotto. Ha a che fare con quello che vedi, quello che senti. È un gioco di contrapposizione con il mondo, ti poni delle domande.

Cos'ha scoperto?

A volte le cose si sanno, ma non si vogliono dire. In questo modo ho voluto conoscermi, accettare ombre e luci. Spesso vedo solo le prime.

Photo credit: Courtesy Warner Music
Photo credit: Courtesy Warner Music

Chi è una psychodonna?

Sembra una folle, in realtà è una che si mette a nudo, che vede le sue contraddizioni e cerca di farle convivere. Una donna senza mezze misure, o bianco o nero, però coraggiosa. Come ispirazione cito donne che hanno avuto il coraggio di essere se stesse in questo mondo comunque sempre un po’ maschilista.

Poete, come Anne Sexton e Sylvia Plath, alle quali hanno appiccicato l’etichetta di pazza.

Eri pazza o casalinga. Se una donna frulla perché ha un pensiero, diventa folle, non si sa perché. Abbiamo una potenza che fa paura.

È così anche oggi?

Se sei donna devi fare fatica per farti spazio, per muoverti. Devi sempre fare il doppio per essere vista, per essere capita e accettata. Io stessa ho dentro questa costruzione culturale che la donna comunque è bella e brava, però se sta zitta è meglio. Sono molto autocritica.

Che progetti ha per questo album?

Ho voglia di spaccare col rock. Sul palco sarò attorniata da uomini che suoneranno quello che dico io. Una scelta forse femminista: le voci di questo disco sono femminili, gli uomini suonano per me.

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