Raffaella Carrà è morta: il ricordo di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi

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La scomparsa di Raffaella Carrà ha lasciato nel mondo dello spettacolo un grande vuoto.

La conduttrice, cantante e showgirl ha perso la sua lotta contro una malattia che la attanagliava da tempo. Aveva 78 anni.

Nelle ore successive la funerea notizia, consegnata alla stampa dallo storico compagno di Raffaella, Sergio Japino, numerosi artisti hanno espresso il loro ultimo tributo alla Carrà - fra cui Maurizio Costanzo.

«Aveva 16 o 17 anni e la mamma mi chiese di aiutarla a fare il tema per l’ammissione al centro sperimentale di cinematografia», racconta Maurizio Costanzo a Adnkronos. «Io l’ho fatto e da allora siamo rimasti amici tutta la vita».

Poco dopo, anche Maria De Filippi ha affidato ai social il suo ricordo della Carrà di cui, nonostante la sua proverbiale reticenza ad apparire in tv, è stata ospite di una puntata di "A raccontare comincia tu" su Rai 3.

«Mi è arrivato un whatsapp, ho aperto distrattamente così come si fa sempre, come fanno tutti. Stai facendo altro e parte il suono. Ho letto che Raffaella non c'era più. L'ho letto, riletto e ho pensato: "Non è vero". Ho pensato la cosa giusta, perché una come lei non muore mai. Non può morire perché tutti la conoscono, tutti conoscono i suoi occhi, il suo caschetto, la sua frangia, la sua risata e tutto quello che solo lei sapeva e sa fare. Raccontava storie e continuerà a farlo, faceva emozionare e continuerà a farlo, sapeva cantare e continuerà a farlo, sapeva ballare e continuerà a farlo, sapeva intrattenere e continuerà a farlo. Lei è e sempre sarà la televisione con la T maiuscola, quella a cui tutti ambiscono. Un giorno mi ha detto: "Quando vieni all'Argentario giochiamo a burraco, sono certa che ti batto". Anche io ne ero certa e ne sono certa ancora. Quando è venuta ad “Amici”, era tutto pronto: canzoni, coreografie... Si è seduta sugli scalini e mi ha detto: "Fammi vedere cosa hai preparato". Ha visto e ha cambiato tutto come solo lei sapeva e sa fare. Le ho scritto per il suo compleanno e mi ha risposto con un semplice "Grazie". Anche in quella risposta c'è la dignità di chi vive eternamente. Non riesco a salutarti perché so che tanto ti vedo sempre. Maria».

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