I ragazzi si salvano da soli e a Venezia 2021 si riprendono la scena, protagonisti di film capolavoro

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Photo credit: courtesy
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Lontani dallo sguardo e dalle cure di famiglie e istituzioni. Lasciati, per trame disparate, a cavarsela da soli in frangenti drammatici. Partiti al mondo come soldati, scriveva De Gregori, a scippare un diritto di esistere in un modo ostile, snaturato, abbandonati senza una guida rassicurante a gestire una perdita, a immaginarsi un futuro possibile. In molte delle storie italiane di questa Venezia 78, vedremo i ragazzini in prima linea: nervo scoperto del nostro tempo sottosopra.

Dagli straordinari protagonisti di Mondocane, opera prima di Alessandro Celli alla Settimana della Critica, orfani e costretti a combattere una guerra d’altri sullo sfondo di una Taranto apocalittica; fino a Il bambino nascosto film di chiusura, fuori concorso, di Roberto Andò, che si ribella al destino di vittima sacrificale; passando per il giovane Fabietto, a cui Paolo Sorrentino affida il racconto tragico e tenero delle sue origini familiari e delle ambizioni artistiche in È stata la mano di Dio, in concorso, o all’ostinata grinta con cui la marocchina Jamila in Californie, altra opera prima di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman alle Giornate degli Autori, cerca il suo posto nel mondo in una città del Sud Italia.

I ragazzi stanno bene, verrebbe da dire, nonostante tutto. Si salvano da soli.

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