Rai Storia non chiude

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
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Rai Storia non chiude
Rai Storia non chiude

Rai Storia non chiude e non viene accorpata con altre reti. A smentire i rumors circolati nei giorni scorsi è ufficialmente la Rai con una nota al termine del Consiglio d’amministrazione di oggi, nel corso del quale ”è stata aggiornata la situazione sull’emergenza coronavirus, l’attività della task force aziendale e gli impatti economici e finanziari”.

“L’Amministratore delegato - spiega la nota di Viale Mazzini - ha affermato che le ipotesi relative a chiusure o accorpamenti del canale Rai Storia e del canale Rai Sport sono riconducibili a simulazioni e scenari volti ad affrontare la situazione economica ma non c’è alcuna volontà di chiudere nè accorpare i suddetti canali e ha anzi confermato l’impegno per rafforzare ulteriormente l’offerta culturale della Rai in un momento particolarmente difficile per il Paese”.

La soddisfazione è prima di tutto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, che plaude alla decisione a suo avviso “in linea con l’ identità di servizio pubblico. Un atto dovuto, tanto più in una fase difficile per le cultura italiana come quella che stiamo vivendo”. Del resto oggi Franceschini aveva anche ringraziato Rai, Mediaset, Sky e LA7 per aver risposto positivamente al suo “appello per rafforzare la presenza della cultura nei palinsesti televisivi. Nelle attuali, difficili circostanze serve sensibilità nei confronti del mondo della cultura e dello spettacolo: è un impegno doveroso per non spegnere la creatività e permettere al vasto pubblico di assistere a un concerto, a una rappresentazione teatrale, a un balletto o a una esibizione di danza contemporanea e di poter vedere i grandi film del nostro cinema”.

Del resto nel corso della riunione del consiglio di amministrazione di oggi, l’amministratore delegato Salini ha definito, a quanto si apprende, “Paradossali e inaccettabili le accuse che a questa Rai non interessi la cultura. In questi due anni e mezzo la RAI ha confermato la propria leadership culturale - ha aggiunto - attraverso l’offerta televisiva, radiofonica e digitale”. Ha ricordato l’ad che “un terzo del catalogo di RAIPLAY ha contenuti culturali: documentari, opere teatrali, musica, opera e danza”., e che è stata fatta “una programmazione culturale trasversale negli orari e nelle reti.

Ricordo - ha detto - la prima della Scala su Rai1 e Piero e Alberto Angela in prima serata, con record di ascolti”. Ha parlato Salini anche, sempre a quanto si apprende, proprio della risposta alla lettera del ministro. “Abbiamo risposto alla lettera del ministro Franceschini assicurando non solo di continuare a rendere ancora maggiore il nostro impegno ma anche di trovare forme per sostenere le produzioni teatrali inedite.

Negli ultimi due giorni abbiamo annunciato, tra le altre cose, i 4 appuntamenti del Maestro Riccardo Muti su Rai5 sui segreti e l’architettura di alcuni capolavori della musica colta”, avrebbe detto.

Che la questione fosse spinosa lo dimostra il fatto che il Pd era all’attacco ancora stamattina: “Mi auguro che l’ad Salini smentisca nel corso del cda Rai convocato per oggi le indiscrezioni circolate in questi giorni sulla stampa circa alcuni interventi per far fronte alle gravi perdite economiche di Viale Mazzini. Mi riferisco in particolare all’accorpamento di Rai5 e Rai Storia, oltre che lo stop ai progetti della rete istituzionale e di quella in inglese e la chiusura di Rai Sport”, scriveva la senatrice Valeria Fedeli capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai. Ma a lanciare la battaglia era stato soprattutto il deputato di Italia Viva e segretario della stessa commissione Michele Anzaldi che stasera chiosa: “Su Rai Storia il Cda dice che “non chiuderà” quindi il rischio che chiudesse era ampiamente fondato. Ora chiedano scusa tutti quei politici che lo hanno negato. Grazie alla mobilitazione sui social e in rete, per ora Rai Storia sembra che sia salva, ma continuerò a vigilare”. “Questa sera tutti davanti a Rai Storia. Domani interrogo”, sintetizza Rita Borioni del Cda Rai su Facebook.

Tra gli altri punti affrontati nel corso della seduta del consiglio la nomina di Angela Mariella alla direzione di Isoradio. Il Cda ha ricordato anche la figura e l’impegno di Pino Scaccia, l’inviato della Rai scomparso lo scorso 28 ottobre, e ha deciso di intitolare la sala degli Arazzi alla memoria di Sergio Zavoli e gli studi di via Teulada ad Antonello Falqui.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.