A Reggio Emilia torna Fotografia Europea, ed è un omaggio ai sognatori

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Photo credit: ©Alisa_Martynova
Photo credit: ©Alisa_Martynova

Dal 21 maggio al 4 luglio, Reggio Emilia è al centro del mondo della fotografia grazie alla sedicesima edizione di Fotografia Europea. Oltre venti mostre e un concept suggestivo: “Sulla luna e sulla terra / Fate largo ai sognatori” - questo il titolo della kermesse, un omaggio ai celebri versi di Gianni Rodari - interamente dedicato alla fantasia e ai sognatori. Il consueto appuntamento internazionale dedicato al medium fotografico vede quest’anno, oltre alla direzione di Walter Guadagnini, la presenza di Diane Dufour e Tim Clark in qualità di direttori artistici. Due nomi ben noti nell'ambito fotografico: la Dufour è stata direttrice fino al 2007 di Magnum Photos, è fondatrice dello spazio espositivo Le Bal (Parigi) e collaboratrice di FOTOGRAFIA EUROPEA dal 2015 al 2017, mentre Tim Clark è curatore e docente, fondatore e capo redattore del magazine online di fotografia 1000 Words. Il calendario di mostre ed eventi è veramente ricchissimo: la sezione DAYDREAMS , ospitata ai Chiostri di San Pietro funge da contenitore ai progetti allestiti open air: si tratta di L’Isola di Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian, una emblematica installazione visiva e sonora che racconta gli ultimi bagliori di una città che scompare. Telluris, dell’artista francese Noemie Goudal è invece un progetto in cui geografie reali e immaginarie si intrecciano in uno spazio immaginifico, mentre Le Bete: a Modern tale di Yasmina Benabderrahmane è il racconto del paese natale della fotografa, il Marocco, e del tentativo di ricucire un rapporto con esso dopo quattordici anni di assenza.

Photo credit: JOAN FONTCUBERTA
Photo credit: JOAN FONTCUBERTA

Le artiste donne si raccontano a Fotografia Europea con altri progetti, come la mostra Universo Dentro di Sophie Whettnall, a cura di Carine Fol. Per la prima volta, sette progetti di fotografi contemporanei sono protagonisti di allestimenti open air in sette zone cittadine: una scelta dettata dall’esigenza di vivere la fotografia in sicurezza dopo i lunghi mesi di chiusure a causa del Covid-19. Ed è così che alcune aree della città fanno da location a progetti inediti, come lo Speciale Diciottoventicinque, un percorso formativo dedicato esclusivamente a giovani dai 18 ai 25 anni che, guidati dalla tutor Sara Munari, coinvolgerà i visitatori in una riflessione sulla fotografia attraverso il gioco. La facciata esterna di Palazzo dei Musei, a partire da settembre, ospiterà Curiosa Meravigliosa, un progetto di arte partecipativa ideato dall’artista Joan Fontcuberta che “esporrà” le foto inviate dai cittadini stampate su tessere in ceramica, a mo’ di gigantesco album fotografico di famiglia, una enorme pagina Facebook a cielo aperto. A Palazzo Magnani va in scena invece la mostra “True Fiction - Fotografia visionaria dagli anni Settanta a oggi”, dedicata alla staged photography, con protagonisti fotografi del calibro di Cindy Sherman, Thomas Demand, Tracey Moffatt, Jeff Wall e molti altri. Si tratta della prima antologica dedicata al lato più immaginifico della fotografia.

Photo credit: Sophie Whettnall
Photo credit: Sophie Whettnall

“Camere che sognarono camere” di Thomas Demand e Martin Boyce è invece un progetto di Sabine Vollmann-Schipper e Laura Gasperini che mette in scena un dialogo tra due artisti che lavorano con linguaggi e materiali eterogenei generando un’esperienza fatta di narrazioni e suggestioni. Palazzo da Mosto ospita anche la mostra Home is Where one Starts From”, una mostra dedicata ai libri fotografici che affrontano il tema dell’abitare inteso come dimensione fisica e intima di chi vive un determinato luogo. Largo ai giovani nella mostra Giovane fotografia italiana, che valorizza i talenti della fotografia under 35. Tra essi, i progetti di Irene Fenara, Domenico Camarda, Alisa Martynova, Francesca Pili, Martina Zanini, Elena Zottola e il collettivo Vaste Programme. Oltre alle mostre istituzionali, da non perdere il programma del Circuito Off, che vede il dialogo tra fotografi ammirati e giovani emergenti. Per chi non potesse (o non volesse) essere fisicamente sul posto, Fotografia Europea offre la possibilità di vedere le mostre anche online. Per sognare anche se siamo distanti.