Rezza: "Ridurre l'impatto sul Servizio Sanitario Nazionale"

Primo Piano
·1 minuto per la lettura
Nurses Glenda Grossi, right, talks with her husband Maurizio di Giacobbe at the end of her shift in the COVID-19 ICU of the Tor Vergata Polyclinic Hospital, Sunday, Dec. 13, 2020. The coronavirus pandemic has posed unprecedented challenges for families around the world managing work and home life with children kept home from school and after-school activities. For the Di Giacobbe family, the juggling is even more complicated since mom and dad are intensive care nurses in the same COVID-19 ward and spend their days tag-teaming shifts, trying to give their patients the level of personal care and attention they would give their own children. (AP Photo/Alessandra Tarantino)
(AP Photo/Alessandra Tarantino)

Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, nel corso della conferenza stampa sui dati del monitoraggio settimane Iss-Ministero salute, ha sottolineato che a livello di andamento dei contagi stiamo vivendo un fase di "instabilità e transizione".

"Dopo alcune settimane a cui si è assistito a una tendenza alla riduzione dell'indice Rt e nuovi casi, - ha detto Rezza - ora si assiste a una sorta di tendenza alla stabilizzazione, anche per l'incidenza su 14 giorni".

GUARDA ANCHE: Covid-19: Italia oltre le 70.000 vittime. E arriva la "variante sudafricana"

Il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute ha precisato che da due settimane si riscontra una "tendenza a un lieve incremento Rt": 0,90 in questa settimana contro lo 0,86 precedente e 0,82 di quindici giorni fa.

"Alcune regioni come Lazio e Lombardia - ha concluso Rezza - hanno un Rt instabile e il Veneto ha con un numero di nuovi casi che sembra di nuovo elevato".

"Serve abbattere l'incidenza dei casi e l'impatto sul Servizio Sanitario Nazionale" - ha ammonito l'infettivologo - visto il dato sulle terapie intensive è ancora sopra la soglia critica.

LEGGI ANCHE: Covid, Brusaferro: "Decrescita rallenta"