Ricordate i fratelli Pippo e Mario Santonastaso? Tra sketch e musica quanto facevano ridere!

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Photo credit: Rai
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Bastava una sedia, una scala o una chitarra ai fratelli Santonastaso, Pippo e Mario, per dare vita a esilaranti sketch comici che spiazzavano il pubblico. Insieme a un'altra storica coppia come Cochi e Renato e ad altri geni della comicità come Enzo Jannacci, I Gufi e Felice Andreasi, si possono considerare i padri del cabaret italiano, partiti dal famosissimo locale Derby Club di Milano e arrivati, grazie alla televisione, nelle case di tutti gli italiani.

Entrambi nati a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, Pippo e Mario Santonastaso appartengono a una famiglia che ha origini napoletane e infatti il loro accento è un mix tra Campania ed Emilia Romagna e contribuisce a renderli divertenti e trasversalmente simpatici, dal Nord al Sud. Pippo è il fratello maggiore, nato il 25 maggio 1936, Mario il minore, anche se di poco più giovane, nato l'11 ottobre 1937. Purtroppo Mario è venuto a mancare lo scorso 9 gennaio 2021 a Bologna.

Anche la loro sorella Lucia Santonastaso ha avuto a che fare con il mondo dello spettacolo, perché è stata una cantante e campionessa nella nota trasmissione tv Il Musichiere. In tutto erano cinque fratelli e l’arte ce l’avevano nel sangue in varie forme. Mario, per esempio, è stato anche scultore, mentre la zia materna Elvira Notari è indicata nell’enciclopedia del cinema come la prima regista donna e la mamma dei fratelli Santonastaso, Anna, ha collaborato con sua sorella Elvira. Il padre, Tommaso Santonastaso, proiettava i film sui muri di casa per la famiglia e per i vicini.

I fratelli Santonastaso dal cabaret alla tv

Nei loro sketch comici i fratelli Santonastaso alternavano sapientemente battute e musica. Mario, che aveva cominciato la sua carriera negli anni 60 come chitarrista de I Ricercati, un gruppo beat, suonava lo stesso strumento anche nelle scenette con il fratello Pippo, che, tra i due, era il più istrionico, con una comicità slapstick innata e una mimica facciale irresistibile. Si può dire che Mario era la spalla, ma anch'egli aveva grandi doti attoriali, sebbene rispetto al fratello le abbia sfruttate di meno. Mario, infatti, non ha mai recitato in film e fiction, al contrario di Pippo, che ha collezionato numerosissime presenze sul grande e piccolo schermo.

A portare in tv i fratelli Santonastaso ci ha pensato Marcello Marchesi che, nel 1970, li ha voluti nel suo programma Ti piace la mia faccia?, lanciando così la loro carriera televisiva, durata almeno due decenni. Da lì in poi li abbiamo visti in molti show televisivi, da Per un gradino in più a Chi è di scena, dall'edizione 1977-78 di Domenica in (Uffa, domani è lunedì) a Gran Canal di Corrado su Raidue, dove loro due facevano parte del cast fisso con le loro incursioni.

Mario e Pippo Santonastaso sono stati anche protagonisti di una trasmissione tutta loro dal titolo Uno+Uno=Duo nel 1974. Questo stesso titolo i due fratelli lo hanno utilizzato qualche anno fa, nel 2016, per uno spettacolo teatrale in cui hanno ripercorso la loro carriera dando vita a una sorta di lectio magistralis sulla comicità.

Pippo Santonastaso attore al cinema da Castellano e Pipolo ad Ale e Franz

La carriera di Pippo Santonastaso è andata anche oltre il cabaret a teatro e gli sketch comici in tv ed è diventato un vero e proprio attore, sfruttato prevalentemente per la sua verve comica, ma non solo. Infatti ha collezionato ruoli in produzioni di diverso genere e lo abbiamo visto recitare in alcuni grandi classici del cinema italiano.

Tra i film a cui ha partecipato, dopo l'esordio in Passi furtivi in una notte boia nel 1976 diretto da Vincenzo Rigo, ricordiamo i film di Castellano e Pipolo Mani di Velluto, Il bisbetico domato e Asso, tutti con Adriano Celentano protagonista: uno del 1979, l'altro del 1980 e il terzo del 1981. Poi Santonastaso è tornato a essere diretto dallo storico duo di registi e sceneggiatori nel 1990 in Occhio alla Perestrojka con Jerry Calà ed Ezio Greggio, e, nel 1993, in Ci hai rotto papà, ultimo film di Castellano e Pipolo, ispirato dal libro I ragazzi della via Pál.

Pippo Santonastaso ha avuto dei ruoli anche in commedie all'italiana come La liceale, il diavolo e l'acquasanta di Nando Cicero nel 1979, La moglie in vacanza... l'amante in città di Sergio Martino nel 1980, La cameriera seduce i villeggianti di Aldo Grimaldi nel 1980. Altre partecipazioni sono in Sesso e volentieri di Dino Risi nel 1981, Spaghetti a mezzanotte di Sergio Martino nello stesso anno e l'anno dopo Ricchi, ricchissimi... praticamente in mutande. Poi ancora Attenti a quei P2 di Pier Francesco Pingitore, Pappa e ciccia di Neri Parenti nel 1983. Gli ultimi film in cui ha recitato sono stati La terza stella di Alberto Ferrari nel 2005 con i comici Ale e Franz e Baciato dalla fortuna di Paolo Costella nel 2011 con Vincenzo Salemme e Alessandro Gassmann.

Pippo Santonastaso e tante fiction in tv

Oltre che sul grande schermo, Pippo Santonastaso ha recitato molte volte anche per il piccolo dagli anni 70 a oggi. Lo abbiamo visto in Il buono e il cattivo di Beppe Recchia nel 1972, nelle serie tv Il vigile Urbano del 1989 e Don Fumino del 1993, in episodi di Un medico in famiglia, Casa Vianello, Distretto di Polizia, Il maresciallo Rocca, L'ispettore Coliandro, Don Matteo. Ha partecipato poi alle miniserie Papa Giovanni - Ioannes XXIII nel 2002, Quo vadis, baby? nel 2008, Puccini nel 2009 e Baciati dall'amore nel 2010.

I libri di Pippo Santonastaso

Il maggiore dei fratelli Santonastaso ha anche pubblicato dei libri, entrambi con la casa editrice Pendragon. Il primo, nel 2011, dal titolo La bicicletta dalle gomme piene, racconta tutta la storia della sua famiglia. Infatti la bici dalle gomme piene era quella che suo padre Tommaso usò per portarlo in giro per l’isola di Lussino, dove risiedevano quando Pippo era bambino. Il padre era Procuratore dell’Ufficio delle Imposte Dirette e veniva spesso trasferito perché diventava troppo amico dei compaesani e per il suo lavoro non andava bene, doveva essere più severo e distaccato.

La bici aveva le gomme “piene” (e non gonfie) perché, come ha spiegato Pippo in una intervista, era una bici “da bersagliere”, senza camera d’aria affinché non si bucasse. Nel libro viene raccontata anche l’Italia, dal fascismo alla guerra, dalle foibe alla ricostruzione e poi il boom economico. Sono raccontati l’infanzia e l’adolescenza di Santonastaso, ma anche l’incontro con Pupi Avati fin da giovani e il primo provino. Pippo ha detto che con questo libro ha voluto lasciare ai suoi figli (tra i quali c’è l’attore e conduttore radiofonico Andrea Santonastaso) e ai nipoti una sorta di diario sulle origini della loro famiglia.

Nel 2014 Pippo ha pubblicato un nuovo libro, Sono cose da grandi, dal sottotitolo L’educazione “sentimentale” di un giovane del secolo scorso, dedicato ai più giovani (infatti esordisce scrivendo “da oggi sono nonno”) e in cui racconta come i ragazzi rimorchiavano le ragazze ai suoi tempi, senza social network né smartphone. Di questo libro Pippo cura anche le illustrazioni (anche il figlio Andrea è un fumettista).

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