Ricordi il cantante Gazebo e le sue canzoni più belle?

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Photo credit: Roberto Panucci - Corbis - Getty Images
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Basta citarlo per riassaporare in un istante l’atmosfera della leggendaria disco music, o meglio dell’Italo Disco. Sono passati quasi quarant’anni da Masterpiece, il grande successo, nonché singolo di debutto del cantante italiano Gazebo. Erano i lontani anni ‘80 e Paul Mizzolini iniziava una carriera che lo avrebbe portato a scalare le classifiche di tutta Europa, accumulando successi e riconoscimenti in diversi Paesi. Chi in quegli anni era un patito della musica leggera non può averlo dimenticato.

Ma dietro all’immagine più nota di Gazebo ci sono molti dettagli poco conosciuti ai più, a partire dalle sue origini libanesi e dal suo iniziale spaziare tra generi musicali molto diversi da quello che poi lo renderà riconoscibile, come il rock, il punk e il jazz. Non solo: non tutti sanno che l’attività di Paul non si è interrotta e che negli ultimi anni sono usciti nuovi interessanti lavori dell’artista, fino al ritorno sulle scene nel 2020 con una versione inedita della sua I like Chopin. Un tuffo nel passato e un regalo ai suoi fan, a sostegno di medici e infermieri impegnati nella lotta contro il Covid-19.

I primi passi di Gazebo nel mondo della musica

Gazebo nasce a Beirut, in Libano, il 18 febbraio 1960. Il padre è un diplomatico friulano, la madre una cantante statunitense. Nelle sue vene scorre l’arte e una certa internazionalità. Paul vive un'infanzia molto movimentata: i primi anni della sua vita li trascorre in Giordania, nella città di Amman, poi la famiglia si trasferisce in Danimarca, precisamente nella capitale Copenhagen. Alla fine il ragazzo arriva a Roma dove cresce e studia.

Intorno ai vent’anni inizia a cantare e sperimenta molti generi: jazz, rock, punk-rock. Ma è l’incontro con il produttore Pierluigi Giombini a cambiargli la vita. Giombini lo convince a spostarsi sulla disco music e così, nel 1982, esce il primo singolo, Masterpiece, appunto. Il brano, inizialmente pubblicato dall’etichetta indipendente Best Record, è subito un grande successo. Viene così ristampato dalla Baby Records di Freddy Naggiar. In questo modo, anche grazie alle capacità da produttore di Naggiar e al marketing, diventa un vero e proprio cult.

I like Chopin e gli album negli anni ‘80

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Nell’estate del 1983 arriva la consacrazione definitiva con la canzone I like Chopin (scritta insieme a Giombini), che è forse il brano più famoso nella carriera di Gazebo. Il pezzo rimane in vetta nelle classifiche di tutta Europa per varie settimane. Così il cantante fa uscire il suo album d’esordio, intitolato semplicemente Gazebo. Dal cd verranno estratti come nuovi singoli Lunatic e Love in your eyes. Nello stesso anno, I like Chopin, insieme a Dolce vita (scritto da Gazebo, interpretato da Ryan Paris e al primo posto nelle vendite in giro per il Vecchio Continente), diventano colonne sonore di Vacanze di Natale, il primo cinepanettone della storia, con Jerry Calà e tanti altri attori protagonisti indiscussi della commedia italiana.

Ma non finisce qui, anche il brano Gimmick dell’album diventa un grande successo. Il cantante viene così identificato come maggiore esponente dell’Italo Disco, la disco music italiana. L’album successivo (Telephone Mama, del 1984) non ottiene però gli stessi riconoscimenti del precedente. Lo stesso vale per il terzo, Univision. Da quel momento in poi Gazebo comincia la sua carriera di produttore e arrangiatore.

Gazebo dagli anni novanta ai primi duemila

Sia chiaro, gli album usciti dopo Gazebo sono più che discreti. Vale anche per il quarto e per il quinto, usciti nel 1988 e 1989 (The Rainbow Tales e Sweet Life). Ma oramai l’era dell’Italo Disco si è chiusa. Gazebo, tuttavia, parallelamente al lavoro come produttore, continua a fare musica propria e dagli anni novanta a oggi ha fatto uscire altri nove album registrati in studio.

Nel 2001 arriva in finale alla trasmissione La notte vola, gara musicale tra i brani più famosi degli anni ‘80. Poi nel 2006 lancia il singolo Tears for Galileo e arriva al primo posto nell’Euro dance chart. Due anni dopo, nel 2008, si avvicina alle sonorità synth pop e ottiene un altro buon successo con la canzone Virtual Love, punta di diamante dell’album The Syndrone, con cui torna sulla scena internazionale.

Nel 2013, quindi, esce I Like… Live, un doppio cd con 21 brani, registrato in giro per l’Europa durante il Syndrone Tour, con cui festeggia i 30 anni di carriera.

I lavori più recenti di Gazebo

Photo credit: ullstein bild - Getty Images
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Nell’autunno del 2015 il cantante pubblica un altro album. Si chiama Reset e ne vengono estratti tre singoli: Blindness, Wet Wings e The Secret. Nel 2017 arriva il Grand Pix Corallo Città di Alghero per la sua carriera e il riconoscimento del pubblico alla manifestazione Sette Colli. Poi, nel 2018, è il turno dell’album Italo By Numbers, dove l’artista reinterpreta i suoi successi degli anni ’80 e non solo. Tra le tracce anche un inedito: intitolato La Divina, che è la storia del suo maestro di canto, innamorato di Maria Callas. Nello stesso anno, troviamo Gazebo nel film natalizio Amici come prima con Massimo Boldi e Christian De Sica: precisamente nei titoli di testa, con Masterpiece.

Infine, il 22 maggio 2020 la nuova versione di I like Chopin che l’artista dedica con tutto il cuore ai cosiddetti “eroi del quotidiano”: quei medici e quegli infermieri che hanno dato tutto per salvare migliaia di vite umane durante la prima ondata della pandemia da Covid-19 in Italia.

La vita privata di Gazebo

Della vita privata di Paul Mizzolini non si sa molto. Mentre come artista è stato spesso volentieri al centro delle scene, come uomo è sempre stato geloso della sua privacy. Negli ultimi anni ha aperto un profilo Instagram, quindi non ha evitato di esporsi sui social network, ma non ha pubblicato foto della sua famiglia e dei suoi affetti.

Quello che si sa con certezza è che ama Maria, una donna conosciuta alla fine degli anni ’80 e da cui ha avuto due splendidi figli. Il primo si chiama Gabriel, la seconda Eva. Oggi Gazebo vive a Roma, ma negli ultimi tempi ha continuato a viaggiare molto. Per esempio, ha lavorato in Albania come produttore discografico. La pandemia ha messo in pausa il suo lavoro, ma non il suo entusiasmo, tanto che ora che una volta usciti dall'amergenza, è pronto a produrre nuova musica.

“Mi sento – aveva detto in un’intervista a La Stampa nel febbraio 2020 – come un trentenne con trent’anni di esperienza, spirito sempre giovanile, pieno di entusiasmo e voglia di fare, sperimentare e portare avanti nuovi progetti”.

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Altre curiosità su Gazebo

Gazebo ha una splendida gatta che è ritratta in molte foto su Instagram. Da piccolo non avrebbe voluto fare il cantante, ma il musicista. A soli 10 anni, infatti, ha imparato a suonare la chitarra e sognava di diventare un chitarrista. Tuttavia, ogni volta che gli veniva chiesto di far parte di una band, il ruolo che gli veniva dato era quello di cantante, visto il suo essere madrelingua inglese. Il genere che più ascoltava da bambino era quello che amava la madre e cioè il soft jazz, motivo per cui da giovane ha iniziato a sperimentarlo nelle sue prime esperienze musicali.

Sui talent show ha le idee molto chiare. Sempre nell’intervista a La Stampa ha dichiarato: “Oggi si tende a pensare che un bravo cantante sia quello che tira fuori la voce e cloni quella di artisti internazionali. Invece, è fondamentale avere un proprio linguaggio. Poi si viene giudicati per l’impatto emozionale che dai in televisione. La musica non è solo show”. Il suo sogno nel cassetto, ora che ha raggiunto i 60 anni, è realizzare “una specie di borgo musicale in Toscana, dove registrare, produrre musica e fare esposizioni”.