Riforma del Mes: il no italiano è sempre stato sì

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
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Italian Prime Minister Giuseppe Conte talks to Economy Minister Roberto Gualtieri ahead of a confidence vote at the Parliament in Rome, Italy, September 9, 2019. REUTERS/Remo Casilli (Photo: Remo Casilli / Reuters)
Italian Prime Minister Giuseppe Conte talks to Economy Minister Roberto Gualtieri ahead of a confidence vote at the Parliament in Rome, Italy, September 9, 2019. REUTERS/Remo Casilli (Photo: Remo Casilli / Reuters)

Il no è sempre stato un sì. Solo che dovevano maturare le condizioni politiche per dichiararlo. E oggi, a distanza di un anno dalla prima polemica sulla riforma del Mes innescata dalla Lega e sostenuta anche dal M5s, pare proprio che siano maturate quelle condizioni politiche che consentono al governo Pd-M5s di comunicare, anzi confermare, il sostegno alla riforma del Salva Stati. Nel pomeriggio è compito del ministro Roberto Gualtieri dare l’ok in Eurogruppo.

La storia è un perfetto esempio della casistica ‘prendere tempo’, dando in pasto alla stampa e dunque all’opinione pubblica una versione non proprio aderente alla realtà.

L’anno scorso in Eurogruppo il ministro dell’Economia Gualtieri è riuscito a ottenere delle modifiche tecniche alla riforma finita nel mirino di Salvini. Sono quelle modifiche che oggi gli consentono di dire davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato che il nuovo Mes “non aumenta le probabilità di ristrutturazione del debito”, “né è richiesta una ristrutturazione preventiva per l’accesso al Mes”.

Allora, queste modifiche non sortirono effetti sul recalcitrante M5s. Oggi invece magicamente risultano convincenti anche per i pentastellati, pronti a sostenere la riforma a condizione che il governo non ricorra ai prestiti del Mes per la pandemia. “Due cose distinte”, media Gualtieri. Un anno fa invece, pur alla luce delle revisioni negoziate dal ministro, il premier Giuseppe Conte continuava a condizionare il sì italiano alla cosiddetta ‘logica a pacchetto’. Della serie: Roma dirà sì alla riforma del Mes quando saranno negoziati anche gli altri due capitoli del rafforzamento dell’Unione bancaria, soprattutto la garanzia sui depositi (Edis), bloccata sui ‘veti’ tedeschi.

Oggi il pacchetto ancora non è pronto, sull’Edis c’è &...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.