Ripercorriamo la vita e la carriera di Pedro Almodóvar , star di Venezia 2021 con Madres paralelas

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Photo credit: Lionel Hahn - Getty Images
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Nei suoi film Pedro Almodóvar ha sempre amato alternare il registro drammatico con quello comico, la tragedia e la parodia. Fin dai tempi in cui lavorava per Telefónica, la compagnia di telecomunicazioni spagnola presso cui era impiegato proprio negli anni della giovinezza, mentre contemporaneamente si interessava di cinema e teatro d'avanguardia, sia singolarmente che come membro del gruppo teatrale Los Goliardos.

L'esordio nella settima arte del regista spagnolo più popolare al mondo, nato a Calzada de Calatrava, nella Castiglia-La Mancia, il 25 settembre del 1949, risale ai primi Anni 80, quando nello stesso periodo si dedica alla pubblicazione di fumetti e racconti per riviste underground. In particolare, nel 1980 gira Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, seguito nel 1982 da Labirinto di passioni, nel 1983 L'indiscreto fascino del peccato e nel 1984 da Che ho fatto per meritare questo, storie surreali dove si ritrovano molti dei temi che saranno centrali nei suoi successivi lavori, quali il femminile, il sesso e l'omosessualità. Con Matador del 1986 e La legge del desiderio del 1987 inizia a definirsi la componente melodrammatica del suo cinema, pur sempre venata di toni ironici.

Photo credit: Shawn Ehlers - Getty Images
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Con Donne sull'orlo di una crisi di nervi del 1988 ottiene la consacrazione a livello internazionale, coronata da una nomination agli Oscar e da una lista interminabile di premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Il film, definito dallo stesso regista "una commedia sofisticata, molto sentimentale", dove "qualunque stramberia appare verosimile se implica dei sentimenti", costituisce una feroce critica contro il telefono e la segreteria telefonica che in realtà aiutano i bugiardi a rimanere a galla, e rappresenta una mirabile sintesi del cinema di Almodovar degli Anni 80. La pellicola ebbe così fortuna che nel 1989 Jane Fonda acquisì i diritti per un remake americano. Alla fine però il film, che avrebbe dovuto avere lei come protagonista e Herbert Ross come regista, non verrà mai realizzato. Seguono negli anni novanta alcuni importanti realizzazioni come Il fiore del mio segreto, Carne tremula, che vede l'esordio della sua musa Penélope Cruz, e Tutto su mia madre nei quali si vanno definendo i caratteri peculiari della sua poetica: il rapporto fra arte e vita, la diversità sessuale, l'amore come malattia e salvezza.

Photo credit: Bennett Raglin - Getty Images
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Pedro Almodóvar consolida il suo successo negli Anni 2000, quando realizza opere importanti e incisive in cui dimostra di aver raggiunto una straordinaria padronanza della narrazione cinematografica. Non solo regista, ma anche sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore, nel 2003 ottiene il suo primo Oscar per la migliore sceneggiatura originale per Parla con lei, per il quale si aggiudica anche un Golden Globe per il miglior film straniero e il Bafta al miglior film. Il successo di pubblico continua nel 2004 con La mala educación, dove Almodóvar ripropone il tema dell'omosessualità, ma attraverso la lente deformante degli abusi clericali ai danni di due ragazzini adolescenti. Al 2011 risale il film La pelle che abito, presentato anche questo in concorso a Cannes ed ispirato da un romanzo di Thierry Jonquet, con un ritrovato Antonio Banderas nei panni di uno scienziato ai limiti della morale: La pelle che abito. Nel 2013 torna alla commedia con Gli amanti passeggeri, ambientato nella variegata umanità a bordo di un aereo che vola da Madrid a Città del Messico. Nel 2016 dirige Julieta, racconto tutto al femminile di trent'anni vissuti sull'orlo di una crisi di nervi e sfociati in un disastro dietro l'altro. Solo un miracolo potrà salvare la protagonista, interpretata da Emma Suárez. Tre anni più tardi è la volta di Dolor Y Gloria, che vale ad Antonio Banderas la vittoria al Festival di Cannes del premio per la miglior interpretazione maschile.

Photo credit: Jean Baptiste Lacroix - Getty Images
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Leone d'oro alla carriera nel 2019, Pedro Almodóvar torna anche quest'anno al Lido per aprire la 78° edizione della Mostra del Cinema di Venezia 2021 con Madres paralelas, il 23esimo film della sua carriera e il settimo insieme alla sua musa Penélope Cruz. Neanche a dirlo, i temi centrali della narrazione saranno il femminile e la maternità attraverso le vicende di due donne madrilene, entrambe single e rimaste incinte per errore, che si trovano a partorire lo stesso giorno nel medesimo ospedale. Per uno strano gioco del destino la vita di entrambe cambierà in maniera inaspettata. Un racconto intimo e personale atteso nei cinema italiani il 28 ottobre e che, come sempre alla maniera di Almodóvar, ci saprà sedurre con la sua normalità.

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