Ristoranti, bar, palestre, cinema: le regole del nuovo Dl Covid

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(Photo by Insidefoto/Stefano Carofei/Pool Mondadori Portfolio via Getty Images)
(Photo by Insidefoto/Stefano Carofei/Pool Mondadori Portfolio via Getty Images)

Via libera al nuovo decreto Covid, approvato nella serata del 31 marzo dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento contiene le misure previste per frenare i contagi da coronavirus nel periodo successivo alle festività pasquali, durante cui tutta l'Italia sarà in zona rossa

Eccone una sintesi:

- Come preannunciato nei giorni scorsi, non ci sarà alcuna zona gialla fino al 30 aprile. La Penisola sarà invece divisa in due soli colori: rosso o arancione, a seconda dell'andamento della situazione epidemiologica. Questo perché l'esecutivo ha voluto seguire le linee guida del Comitato tecnico scientifico che ha più volte sottolineato che le misure previste per le zone gialle hanno dimostrato "una capacità di contenere l'aumento dell'incidenza ma non la capacità di ridurla".

- All'interno del testo viene tuttavia menzionata una "verifica dei contagi a metà aprile", in base a cui, nelle regioni in cui la diffusione del virus fosse più contenuta, sarebbe possibile tornare in giallo e, dunque, riaprire bar, ristoranti (ma solo a pranzo), cinema e teatri (con le regole già previste dal precedente decreto: quindi con prenotazione obbligatoria, un massimo di 200 spettatori al chiuso e di 400 all’aperto) e musei.

- Viceversa, in base a quanto si legge nel decreto, bar e ristoranti dovranno rimanere chiusi. Sarà possibile solo l'asporto (fino alle 18) e la consegna a domicilio (fino alle 22).

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- Per quanto riguarda gli alberghi, la consumazione di cibi e bevande all’interno della struttura ricettiva è consentita senza limiti di orario ma per i soli clienti ivi alloggiati.

- Parrucchieri e centri estetici saranno aperti solo in zona arancione, mentre rimarranno chiusi in zona rossa.

- Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali rimarranno sospese, fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti (coloro, cioè, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP).

- Sospese anche l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso, così come lo svolgimento degli sport di contatto.

- Sono inoltre vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale.

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