Ritrovato il cadavere di Noemi, uccisa dal fidanzato

Alla fine, ha confessato: «Sono stato io». E ha condotto i Carabinieri nel luogo in cui ha nascosto il cadavere di Noemi, la 16enne scomparsa da 10 giorni fa a Specchia (Lecce). A ucciderla è stato dunque il fidanzato 17enne, che solo poche ore prima era stato messo sotto indagine dalla locale procura per i minorenni. Anche il padre del ragazzo è sotto indagine.

[Fonte: Facebook]

Il corpo di Noemi era stato nascosto in un pozzo, parzialmente occultato da alcuni massi, situato nel comune di Castrignano del Capo, località San Giuseppe, nelle adiacenze della strada provinciale per Santa Maria di Leuca.

Le indagini si erano da subito concentrate sul ragazzo: interrogato più volte, ha ribadito una sola versione dei fatti. E cioè, di aver incontrato la fidanzata all’alba del 3 settembre, di averla lasciata vicino al campo sportivo di Specchia. L’auto nella quale si erano incontrati era stata sequestrata in mattinata.

Non era un rapporto sereno, quello tra Noemi e il suo fidanzato: la famiglia lo osteggiava, al punto che la madre di lei, Imma Rizzo, aveva denunciato il ragazzo alla procura per i minorenni a causa del suo carattere violento.

La donna voleva che i magistrati intervenissero per indurre il giovane a non essere violento e a lasciare in pace la figlia. Da ciò erano stati aperti due procedimenti: uno penale (violenza privata); l’altro civile, per un’indagine sul contesto familiare del fidanzato giovane. Tuttavia, non era stato emesso nei suoi riguardi alcun provvedimento cautelare.

A confermare quanto violento e malato fosse il rapporto tra Noemi e il ragazzo provvede anche un post su Facebook. È l’ultimo scritto da lei, datato 23 agosto, ed è una lunga sequenza di cose che «non sono amore», sistemate come se fossero passi sun un tragico cammino. Che, purtroppo, si è concluso l’altro giorno.