Roberto Russo, il grande amore di Monica Vitti

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Photo credit: Pool BENAINOUS/DUCLOS - Getty Images
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Un David di Donatello vinto come miglior regista emergente, una brillante carriera nel mondo del cinema e della fotografia e il matrimonio con una delle più grandi icone di bellezza, eleganza e bravura nel panorama dello spettacolo italiano. Ecco chi è Roberto Russo, marito della splendida Monica Vitti.

Chi è Roberto Russo?

Roberto Russo nasce a Roma nel novembre del 1947 e inizia ad assaporare il mondo dei set come fotografo di scena, per poi intraprendere la carriera dietro la macchina da presa. Nel 1983, quando ha 36 anni, durante le riprese di Flirt, opera prima con cui vincerà un prestigiosissimo premio, inizia la relazione con l’attrice Monica Vitti. Lei è del 1931, ha sedici anni in più e questo fa malignare molti all’epoca, ma possiede un fascino irresistibile per gli uomini e invidiato da tutte le donne. Una bellezza, uno sguardo e una voce roca, sensuale, che restano inarrivabili e che non possono non far innamorare. E Roberto, infatti, si innamora follemente. Restano fidanzati per 27 anni, fino a quando, nel settembre del 2000, decidono di sposarsi. Lo fanno a Roma, città natale di entrambe, nella splendida location del Campidoglio.

Monica Vitti e Roberto Russo: il matrimonio

L’Italia degli anni Ottanta era molto più moralista e bigotta di quella di oggi. All’epoca, non era usuale vedere relazioni in cui la donna fosse più grande del compagno, ancora meno quelle in cui la differenza superava i 15 anni. Quando questo accadeva, solitamente, la storia d’amore veniva vista prima con scetticismo, poi come qualcosa di sbagliato e irrimediabilmente destinato a finire in breve tempo. La donna era considerata una manipolatrice, l’uomo vittima di un incantesimo dal quale presto o tardi si sarebbe svegliato, scegliendo inevitabilmente una compagna più giovane.

Photo credit: Larry Ellis - Getty Images
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Figurarsi lo scalpore quando i protagonisti erano famosi, come nel caso di Monica Vitti e Roberto Russo. Maldicenze e cattiverie hanno circondato la coppia, ma a loro è importato il giusto, cioè per nulla. Sono andati avanti, vivendo la felicità del rapporto, nato dopo la fine delle relazioni dell’attrice con il regista Michelangelo Antonioni e con il direttore della fotografia Carlo Di Palma.

La malattia di Monica Vitti

Poi la sfortuna, il caso, un destino beffardo ci hanno messo lo zampino. Monica ha iniziato a soffrire di una malattia degenerativa, qualcosa di simile all’Alzheimer. La vita pubblica dell’attrice è andata via via diradandosi, ultima comparsa in tv è datata 1994, quando fu ospite di Domenica In. Un sacrosanto riserbo è calato sulla sua vita privata, e poco si è saputo negli ultimi anni riguardo alle condizioni di salute dell’attrice. Le “chiacchiere”, però, non hanno smesso di circolare anche in questo caso. Si è diffusa una voce secondo la quale Monica Vitti era ricoverata in una clinica in Svizzera.

Photo credit: ullstein bild - Getty Images
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Questa volta Roberto, stanco del voyeurismo e della morbosità, ha voluto smentire pubblicamente la falsa notizia. "Ora da quasi 20 anni le sto accanto e voglio smentire che Monica si trovi in una clinica svizzera, come si diceva: lei è sempre stata qui a casa a Roma con una badante e con me ed è la mia presenza che fa la differenza per il dialogo che riesco a stabilire con i suoi occhi, non è vero che Monica viva isolata, fuori dalla realtà". Queste le poche, ma incisive, dichiarazioni rilasciate da Russo lo scorso anno al Corriere della Sera in occasione dell’ottantanovesimo compleanno dell’attrice romana.

Roberto Russo regista

Il primo lavoro da regista risale al 1983, anno delle riprese del film Flirt. Una commedia, nata da un soggetto dello stesso Russo e di Monica Vitti, che parla di un marito che tradisce la moglie con un’amante immaginaria, finendo per essere ricoverato in una clinica psichiatrica. L’esordio è col botto: Russo vince il David di Donatello come miglior regista esordiente e la colonna sonora di Francesco De Gregori ottiene la candidatura tra le migliori. Monica Vitti, nel ruolo della moglie, vince l’Orso d’argento al Festival del cinema di Berlino per il miglior contributo singolo.

Un’altra pellicola girata dal regista romano con la partecipazione alla stesura del soggetto e della sceneggiatura di Monica Vitti, anche in questo caso protagonista femminile del film, è Francesca è mia del 1986. Una storia che parla di quello che oggi chiameremmo stalking e femminicidio. Una donna di mezza età, da poco separatasi dal marito, una sera soccorre per strada un ragazzo ferito e se ne prende cura finché non si rimette. Il giovane si innamora di lei, i due hanno un momento di intimità, ma lei se ne pente immediatamente. Da quel momento, inizia un periodo di continue persecuzioni messe in atto dal ragazzo che vuole a tutti i costi avere una relazione con la donna. Lei non cede e alla fine viene uccisa.

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Queste sono le belle e ben calibrate parole utilizzate da Ezio Greggio nel tweet di auguri scritto in occasione dell’ultimo compleanno di Monica Vitti. Il comico e presentatore di Striscia la Notizia ha voluto dedicare questo pensiero al marito dell’attrice e ha centrato il punto. L’amore tra Roberto e Monica è stato bello, potente, autentico e talmente forte da resistere a ogni intemperie, quando entrambe hanno potuto contribuire ad alimentarlo. Da quando Monica si è ammalata, Roberto, restandole accanto ha continuato ad alimentare quel sentimento, dimostrando a tutti "che cosa significhi la parola amore”, citando Greggio, davvero a tutti.

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