A Roma la mostra su Fontana e Borsani celebra due figure di rottura del Novecento

Di Antonia Matarrese
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Photo credit: Casa G., 1949  - Courtesy Galleria Mattia De Luca and Archivio Osvaldo Borsani
Photo credit: Casa G., 1949 - Courtesy Galleria Mattia De Luca and Archivio Osvaldo Borsani

From Harper's BAZAAR

Due figure di rottura del Novecento, Lucio Fontana e Osvaldo Borsani, si incontrano in un viaggio attraverso il tempo nell’ovattata galleria Mattia De Luca di Roma (Piazza di Campitelli 2, fino al 23 gennaio 2021).

Un viaggio iniziato sul finire degli anni Quaranta con il progetto a quattro mani della Casa G in via Gesù a Milano: "Fontana è un artista da sempre presente nel mio spazio espositivo mentre ho scoperto il lavoro di Borsani alla Triennale di Milano", racconta De Luca che, al soffitto del rinascimentale Palazzo Albertoni Spinola ha rimontato gli elementi in gesso, stucco e neon provenienti dalla casa milanese. "Questo soffitto, perfettamente integro, è una testimonianza della convivenza fra la ricerca barocca e spazialista di Lucio Fontana e l’approccio minimalista e tecnologico di Osvaldo Borsani (fra l’altro proprietario dell’azienda Tecno, ndr). L’aspetto barocco di Fontana si esprime nella sua scultura degli esordi in cui usa lo spazio e la luce come mezzo artistico: con lui l’oggetto di design acquista un’anima, una nota di spiritualità", sottolinea il giovane gallerista.

Photo credit: Photo credit: Daniele Molajoli  Courtesy Galleria Mattia De Luca and Archivio Osvaldo Borsani
Photo credit: Photo credit: Daniele Molajoli Courtesy Galleria Mattia De Luca and Archivio Osvaldo Borsani

Il filo rosso baroccheggiante si snoda attraverso questa mostra immersiva coinvolgendo terracotte smaltate riflessate (bellissimo il ritratto di Alba Borsani, moglie dell’architetto), cornici di specchiere di raffinata modernità illuminate al neon, teste di Medusa in ceramica, mobili preziosi ma di grande funzionalità fra cui la struttura in legno con pannello frontale saliscendi e interventi decorativi in lacca e vetro di Fontana che Borsani disegnò come mobile bar per la Casa G. Talmente geniale che gli sgabelli, una volta usati, spariscono come d’incanto dentro il gioco d’incastri. Chi non vorrebbe sorseggiare un aperitivo casalingo davanti a un mobile del genere?

Photo credit: Photo credit: Daniele Molajoli  Courtesy Galleria Mattia De Luca and Archivio Osvaldo Borsani
Photo credit: Photo credit: Daniele Molajoli Courtesy Galleria Mattia De Luca and Archivio Osvaldo Borsani