Romagnoli: "Milan, l'obiettivo è la Champions. Futuro? Contratto fino al 2022, poi vediamo"

Stefano Bertocchi
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“Duecento partite vogliono dire tante cose, le vedo come un punto di partenza e non di arrivo. Spero di farne altre 200, spero di diventare il più forte e di essere ricordato come un vincente. Sarò sempre orgoglioso di essere il capitano del Milan e darò sempre il mio massimo, ogni partita”. Parola si Alessio Romagnoli, intercettato da Sky Sport dopo il successo rossonero in Europa League.

Alessio Romagnoli | DeFodi Images/Getty Images
Alessio Romagnoli | DeFodi Images/Getty Images

Il passato da terzino alla Roma:
“Mi sento un centrale, a diciotto anni non potevo dire di no a giocare terzino. Feci abbastanza bene, fu un’esperienza importante per me ed un passo importante nella mia carriera”.

Sull’esperienza alla Samp:
“La Sampdoria la ricordo con grandissima emozione, Mihajlovic per me è stato molto importante. Devo ringraziarlo perché mi ha voluto fortemente alla Samp e al Milan, ha fatto spendere tanti soldi per me, mi ha fatto giocare anche quando facevo qualche errore”.

Sul Milan:
“Ho detto sì al primo istante, è bastata una chiamata del mister. Tutto il resto lo ha fatto Galliani col mio ex procuratore. Il Milan vuol dire campioni, trofei vittorie, mi sono sentito sempre parte di una famiglia. Sono arrivato molto giovane, sono qui da sei anni e non posso chiedere di meglio, è stato subito amore a prima vista”.

Su Nesta e la 13:
“Nesta per me è il più grande difensore della storia, italiano e non solo. La 13 era disponibile, mi sono sentito di prenderla, senza problemi, con molta leggerezza”.

Sulla Supercoppa:
“Il primo trofeo non si scorda mai, negli anni abbiamo potuto vincerne altri, come la finale di Coppa Italia persa ai supplementari. Ne ho perse tre, spero di rimediare nei prossimi anni. Il primo trofeo comunque è stato molto importante”.

Su Montella e Gattuso:
“Mi dispiacque il suo esonero ma il calcio va così, poi arrivò Rino, una persona vera come Sinisa, un vero uomo. Con lui arrivarono i risultati e le soddisfazioni, fu un anno veramente fondamentale per noi. Quel Milan è stato lo specchio del suo allenatore, un Milan sempre pronto a battagliare”.

Sulla fascia da capitano:
“Dissi subito di sì. La fascia del Milan è la fascia del Milan e chi l’ha indossata è stato tra i più forti al mondo. Può solo essere una spinta a fare meglio”.

Su Pioli:
“Pioli è uno di noi. Una persona che fa leva sul gruppo, che ha voluto tanto che questo gruppo potesse crescere con semplicità e serietà. Non dobbiamo fermarci ed essere bravi a sfruttare questo momento”.

Su Ibrahimovic:
“Penso ci abbia aggiunto fame di vittorie, mentalità, e gol che all’inizio ci mancavano”.

Con Pioli, Ibra e Kjaer | Marco Luzzani/Getty Images
Con Pioli, Ibra e Kjaer | Marco Luzzani/Getty Images

L’obiettivo:
“E’ la Champions. Il campionato è lungo e non è giusto oggi fare previsioni. Ci alleniamo per tornare in Champions”.

Extra-campo e futuro:
“Sono molto tranquillo e timido. Mi piace tenermi dentro le cose, che è sempre stato legato alle sue origini e ai miei amici, ma a Milano ho trovato l’ambiente ideale. Al Milan sto benissimo e mi sento parte di una grande famiglia. Ho un contratto fino al 2022 poi vedremo, però finché starò qui darò il massimo per questa maglia”.

Il sogno:
“E’ quello di diventare più forti di tutti e di essere ricordato per questo, credo sia il sogno di tutti i calciatori. Sogno di vincere tutto”.

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