Rosolia in gravidanza: quali sono i rischi e le conseguenze

rosolia in gravidanza

La rosolia è una malattia provocata da un virus. La malattia viene spesso individuata per la comparsa di un’eruzione cutanea, simile a quella caratteristica di morbillo e scarlattina. I sintomi più comuni sono malessere, febbre non molto alta,ingrossamento dei linfonodi e la comparsa di ponfi rossastri sulla pelle, sintomi comuni ad altre malattie simili. Per questo motivo talvolta è difficile diagnosticarla prontamente. Generalmente si tratta di una patologia a basso rischio che non porta a complicazioni particolarmente gravi ma diventa pericolosa se contratta in gravidanza. In caso di malattia diagnosticata il medico, in Italia, ha l’obbligo di notificarla alla Asl di riferimento. Si trasmette per via aerea, tramite tosse o starnuti oppure tramite contatto diretto con muco. L’infettività dura circa due settimane, una prima e una dopo rispetto alla comparsa dei sintomi. In caso di gravidanza, se la futura mamma contrae la malattia pochi giorni prima del concepimento o durante la gestazione potrebbe infettare la placenta. In tal caso il neonato potrebbe contrarre la sindrome della rosolia congenita e trasmettere l’infezione per un lungo periodo dopo la nascita. Il rischio maggiore deriva dal fatto che la rosolia può essere anche asintomatica, quindi potenzialmente pericolosa nel caso in cui si entri in contatto con una donna in gravidanza senza sapere di aver contratto il virus.

Rosolia in gravidanza

Se generalmente il virus non risulta essere particolarmente aggressivo e le conseguenze di una certa gravità sono rare, in caso di gravidanza potrebbe rivelarsi particolarmente pericoloso. Questo tipo di malattia infatti ha la capacità di superare la barriera della placenta e causare malformazioni o patologie al feto. Tra i possibili rischi anche aborti spontanei, sindrome della rosolia congenita associata a gravi malformazioni. In alcuni casi può causare anche la morte intrauterina. I rischi sono maggiori se l’infezione viene contratta poco prima della gravidanza o nelle prime dieci settimane di gestazione, mentre diminuiscono progressivamente se il virus colpisce la futura mamma nelle settimane successive. Dopo la ventesima settimana capita di rado che la rosolia porti a malformazioni genetiche di una certa gravità.

Come prevenirla

In Italia è disponibile da molti anni il vaccino, in passato si trattava di un’unica dose effettuata nel periodo dell’adolescenza alle persone di sesso femminile. Attualmente viene somministrato il vaccino combinato per Morbillo-Parotite-Rosolia in due dosi ( tra i 12 e i 15 mesi e tra i 5 e i 6 anni). Gli adulti non ancora vaccinati possono provvedere con due dosi ad un intervallo di 4 settimane circa. Esiste inoltre la possibilità di verificare lo stato immunitario riferito alla rosolia con un semplice esame del sangue. La rosolia è un virus che non porta gravi conseguenze in soggetti sani ma può provocare gravi malformazioni in caso di gravidanza. Per qualunque informazione o approfondimento potete rivolgervi al vostro medico o ginecologo che sapranno fornirvi tutto il supporto necessario.