Royal sisters del cinema italiano sono loro, le sorelle Lucisano e conoscerle è d'obbigo

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Photo credit: Elisabetta A. Villa/Getty Images - Hearst Owned
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All’entrata il sagomato di Francesco Totti, grandezza naturale, per dichiarare subito la fede giallorossa, nei corridoi le locandine dei tanti film prodotti e distribuiti, da Il tassinaro a Ricomincio da tre a La notte prima degli esami e, oltre la vetrata, la bellezza quieta del Flaminio: è il quartier generale dell'IIF, Italian International Film, la factory più famigliare e industriale del nostro cinema (produzione, distribuzione e sale), quotata in Borsa e oggi diretta, fatto straordinario, da due sorelle, Federica e Paola Lucisano. Due belle signore allevate con piglio militare, lavoro e tanto sport, ma anche indimenticabili cene in compagnia di Montesano, Age e Scarpelli e Lina Wertmüller, con Alberto Sordi che si portava via le fettuccine fatte a mano, tutti amici e complici del padre, il mitico produttore Fulvio Lucisano, 93 anni ad agosto e senza un cedimento grazie al footing quotidiano all’alba, anche sulla spiaggia del Lido di Venezia durante la Mostra.

Federica è l’amministratore delegato, brava in conti e matematica, che ha ereditato l’intuito del papà nella scoperta di attori-autori-autrici, su tutti Paola Cortellesi, Edoardo Leo, Massimiliano Bruno, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Anna Foglietta e nel distribuire in Italia film come Thelma & Louise e Quattro matrimoni e un funerale o autori come Winding Refn.

Paola è la sorella che a scuola eccelleva in italiano e che adesso, consigliere delegato, fa i grandi numeri in tv. L’Alfa e l’Omega nella stessa famiglia: Paola ha appena messo a segno il successone Mina Settembre di cui prepara la seconda stagione e gioca con il cane Pasqualino nell’ufficio che non ha mai abbandonato neppure durante il lockdown, lasciando Federica a sale chiuse a occuparsi di papà Fulvio, e del figlio Manfredi (avuto dal marito comandante della Guardia di finanza a L’Aquila), ma certo non inattiva: «Nel periodo Covid ho finito Ritorno al crimine di Massimiliano Bruno, due titoli di Edoardo Leo Lasciarsi un giorno a Roma e Non sono quello che sono e adesso sono sul set di Finché c’è crimine c’è speranza e Falla girare di Morelli". Ammette il privilegio: "Ho i mezzi e il comfort, ma come non pensare alle donne che si sono ritrovate a gestire da sole i figli nel lockdown, in case piccole, senza aiuto? Condivido la linea Draghi, lo Stato deve fare di più per le mamme, una battaglia determinante per la parità di genere su cui l’Italia è molto indietro". "Giusto", le fa eco Paola "e bisogna approfittarne ora anche nel cinema. Per l’audiovisivo è una stagione intensa, la richiesta è molto aumentata, in piena pandemia ho perfino assunto personale per la serie Netflix Guida astrologica ai cuori infranti".

Insomma, un bel caso italiano di sorellanza reale. Dicono entrambe, Federica e Paola, che il segreto sta tutto nel papà: "Un calabrese illuminato: ai suoi tempi quando le segretarie annunciavano di essere incinte, venivano licenziate. Lui non solo le teneva, ma era tutto contento per quelle nascite".

Si sa che tra sorelle il litigio è consuetudine, voi come fate? Federica minimizza: "Il nostro è un mestiere difficilissimo, dove non esiste la prova del nove, tutto è imprevedibile, dunque meglio condividere con qualcuno che ami". Paola è meno definitiva: "A volte esplodiamo per saturazione, condividiamo tutto, amici, lavoro, famiglia! Ma litighiamo davvero solo sugli interpreti: “Allora quando me lo liberi per la mia serie o per il mio film?” è la domanda classica".

Un po’ di concorrenza interna non guasta, ma anche nell’emergenza pandemica si sono divise i compiti, Federica non ha mai smesso di lavorare con le associazioni del cinema per mettere a punto i protocolli sanitari che hanno permesso di riaprire i set in sicurezza: "E l’impegno continua oggi che i cinema riaprono, bisogna investire su una grande campagna per ridare fiducia allo spettatore, fargli sentire che i cinema sono sicuri. I film, per rimanere nell’immaginario, per creare un autore, devono essere visti in sala".

Photo credit: ph. Giorgio Codazzi - Hearst Owned
Photo credit: ph. Giorgio Codazzi - Hearst Owned

Per le sorelle Lucisano la vita è un universo di ricordi vividi di cinema: «I grandi viaggi sui set, le avventure nella Grande Mela e a Miami per Un Tassinaro a New York, con Andy Warhol che si alza per omaggiare Albertone e noi due che volevamo soprattutto incontrare Don Johnson sul set di Miami Vice, ma ci lasciavano con il vecchio Sordi!». All’unisono: "L’incontro indimenticabile è stato quello con Brad Pitt a Cannes, distribuivamo Thelma & Louise, siamo rimaste fulminate, svenute sulla Croisette". Tra le personali memorabilia anche i capricci di Madonna, la tenerezza di Troisi e, per Paola, lo stupore di lavorare con Liz Taylor sul set de Il giovane Toscanini: "Il suo menu minuziosamente stabilito mesi prima da Los Angeles e 54 valigie di abiti, una vera diva, l’ultima".

Il tocco familiare però ha sempre vinto su tutto, in particolare le famose cene in casa con i protagonisti di una grande commedia all’italiana vissuta in prima persona e che, pur nel solco della tradizione, hanno saputo rinnovare. Il momento professionale più importante? Federica non ha dubbi: «Produrre Notte prima degli esami e veder rinascere la commedia italiana con un tocco in più di ironia British. Il film ha riportato il pubblico verso il nostro cinema che da lì è ripartito». Per Paola l’attimo fatale è invece "la telefonata dell’Academy che mi annunciava la candidatura all’Oscar per un cortometraggio, Senza parole, prodotto nel 1996 quasi per gioco: non abbiamo vinto, ma per me è stato l’inizio di tutto".|