«Sì Diana era ingenua, si lasciava ingannare». Per la prima volta parla il chirurgo di Lady D

Di Redazione Gente
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Foto di Getty Images
Photo credit: Foto di Getty Images

From ELLE

Hasnat Khan, il cardiochirurgo pakistano che visse una segreta storia d’amore con Diana tra il 1995 e il 1997, rompe il silenzio. E interviene sull’inchiesta, pretesa da Charles Spencer, fratello della principessa di Galles, e appoggiata dal principe William, sui retroscena che portarono all’intervista-bomba rilasciata da Diana il 20 novembre 1995 alla trasmissione della Bbc Panorama. La tesi di Spencer: Martin Bashir, il giornalista che ottenne le confidenze di Diana e quella frase - «Il nostro era un matrimonio affollato» - poi passata alla storia, usò metodi poco ortodossi per assicurarsi la fiducia della principessa. Oggi arriva la conferma di Khan. «Quel giornalista le riempì la testa di paure e sospetti», ha raccontato il medico a Richard Kay, editorialista del Daily Mail. «C’era qualcosa in lui che non mi piaceva, le dissi di stare attenta. È vero, una parte di Diana, in quel periodo, voleva sfogarsi, raccontare la sua verità. Ma se lui non l’avesse manipolata lei quell’intervista l’avrebbe davvero rilasciata?».

Photo credit: Foto di Getty Images
Photo credit: Foto di Getty Images

Partendo da questa domanda che ha già in sé la risposta, Khan riavvolge il nastro della memoria per tornare all’autunno di 25 anni fa, quando, in pubblico, la principessa parlò del suo disastroso matrimonio e dei disturbi alimentari che l’avevano tormentata per anni, mentre in privato iniziava la sua relazione con il medico. «Ci incontrammo la prima volta il 27 agosto al Royal Brompton Hospital», racconta Khan. «Lei era in visita a un mio paziente, Joe Toffolo, marito di una sua amica e terapista». Rimasta affascinata dal dottore mediorientale poi paragonato all’attore Omar Sharif e ribattezzato Mister Beautiful, “il signor bellissimo”, Diana da quella volta tornò all’ospedale ogni giorno per le successive tre settimane. Così quell’amicizia - ce lo racconta anche La storia segreta di Lady D, il film interpretato da Naomi Watts - presto si trasformò in un amore travolgente, a tratti adolescenziale (da parte della principessa) e totalizzante. Tanto che Diana decise di mettere al corrente Khan di un rapporto di complicità che aveva da poco instaurato con il giornalista Martin Bashir, senza però mai nominarlo. «Iniziò ben presto a parlarmi di una “talpa”, un alleato che le stava passando informazioni». Lo chiamava con un nome in codice, “dottor Jarman”, per paura di essere intercettata. Proprio in quel periodo, infatti, Diana cominciò a manifestare manie di persecuzione. «Una volta mi disse che qualcuno aveva manomesso i freni della sua auto. Poi che era stata costretta a chiamare una squadra che disinfestasse il suo appartamento di Kensington Palace dalle “cimici” per le intercettazioni ambientali. Una delle qualità di Diana era il suo candore. E mi resi ben presto conto che questa “spia” stava sfruttando le sue debolezze per conquistarne la fiducia, anche facendo leva sul suo desiderio di rivalsa. Ricordo bene quanto fosse su di giri quando il “dottor Jarman” le confidò che Camilla era volata in segreto in America per sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica».

Photo credit: Foto di Getty Images
Photo credit: Foto di Getty Images

Considerando la grande fiducia che nutriva per Khan, Diana decise anche di metterlo al corrente dell’intervista registrata i primi di novembre, «senza però confidarmi a quale giornalista e per quale testata. Mi disse solo che aveva ricevuto i nastri e li stava conservando in un posto sicuro fino all’annuncio della notizia». Il 20 novembre Khan vide la puntata di Panorama mentre era di turno, in ospedale. «Capii quindi che il misterioso “dottor Jarman” era Bashir. Diana mi chiamò perché commentassi. Le dissi che era stata una mossa clamorosa e che poteva avere conseguenze. Ma ben presto compresi che le conseguenze erano proprio l’obiettivo di Diana: voleva il divorzio, senza chiederlo. E così lo avrebbe ottenuto».

E in effetti, nella furibonda guerra tra la principessa e Carlo, quella fu la famosa goccia di troppo che colmò il vaso della pazienza della regina Elisabetta. La quale, snervata dai colpi bassi dei due, quel Natale chiese ai principi di Galles di procedere a un rapido scioglimento del matrimomio. Ottenuto il risultato, Bashir non uscì subito dalla vita di Diana, tanto che Khan ebbe occasione di conoscerlo. Una sera di gennaio, quindi due mesi dopo la trasmissione, la principessa diede appuntamento a Hasnat in un pub dell’hinterland londinese, il Breakspear Arms, dove la coppia ogni tanto si incontrava lontano da sguardi indiscreti. Con lei c’era Bashir. «Lo ricordo in atteggiamento confidenziale», dice oggi il chirurgo. «Quasi subito cominciò a incalzarmi con domande personali: “Vi sposate? E quando?”. Ci eravamo appena conosciuti, non avevamo mai parlato di nozze. Lo trovai impertinente, non dissi nulla e me ne andai. Ma non fu la mia reazione ad allontanare Diana dal giornalista. Fu invece merito di William, all’epoca tredicenne, che aveva odiato l’intervista a Panorama e le disse, senza mezzi termini, che aveva commesso un errore. “Mamma, quell’uomo non è una brava persona”, sono le parole che mi riferì Diana. Non feci fatica a crederle: i ragazzi sono sempre stati determinanti per tutte le sue decisioni».

Testo di Francesco Vicario

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente