Sabrina Ferilli madre coraggio nella fiction Svegliati amore mio

Di Redazione Gente
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Photo credit: Sabrina Ferilli
Photo credit: Sabrina Ferilli

From ELLE

A volte il destino agevola incontri capaci di aprire un mondo, di tessere trame preziose ed emozionanti. "Tempo fa ero in aeroporto, mi stavo imbarcando su un volo, quando mi avvicinò una donna: “Lei che è una cantastorie...”, e iniziò a parlarmi. Aveva appena lasciato sua figlia di 9 anni affetta da leucemia all’ospedale Bambino Gesù. In pochi minuti mi affidò la sua storia, le sue lacrime, mi trasferì la fatica mista al dolore di dover venire dal sud fino a Roma per curarla. Mi raccontò che con la famiglia viveva nei pressi di un’azienda siderurgica, che suo marito lavorava lì, come colatore. Questa storia mi è entrata immediatamente nel cuore. E ho sentito assieme a Ricky e agli altri autori con i quali lavoriamo la necessità di scriverla. Gli occhi di quella donna chiedevano aiuto".

Photo credit: Ricky Tognazzi e Simona Izzo
Photo credit: Ricky Tognazzi e Simona Izzo

Simona Izzo racconta il motivo che l’ha portata, assieme al marito Ricky Tognazzi, a pensare, scrivere dirigere con passione Svegliati amore mio, la fiction in onda dal 24 marzo su Canale 5 con Sabrina Ferilli, Ettore Bassi, Francesco Arca, con la partecipazione di Massimo Popolizio e Francesco Venditti, il figlio che la Izzo ha avuto con Antonello Venditti.

"Una fiction non può certo cambiare il mondo, ma può indurre le persone a pensare e a focalizzare un problema: l’inquinamento che possono provocare le aziende siderurgiche. Sara, la figlia della Ferilli nella serie, ha un’unica colpa: aver respirato, come tanti altri bambini, un vento rosso proveniente dall’acciaieria", spiega la regista e sceneggiatrice. La serie è ambientata al sud, ma senza mai specificare il luogo, all’inizio degli anni Duemila. "Ora molte aziende siderurgiche sono a gas e limitano l’inquinamento, ma non bisogna dimenticare le dune minerarie, le colline rosse, ferruginose, vicino alle quali i bambini giocano a pallone, ma appena sale il vento si sparge una polvere sottile che non è altro che diossina, che si infila nelle case e nei polmoni".

Photo credit: Sabrina Ferilli in Svegliati amore mio
Photo credit: Sabrina Ferilli in Svegliati amore mio

Sabrina Ferilli interpreta il ruolo di Nanà, una madre che, dall’iniziale quiete familiare, piomba nel dramma: la figlia adolescente si ammala di leucemia ed entra in coma. Inizia così la sua battaglia: per la salute della ragazzina e per cercare la radice di questo male che, intuisce assieme a una dottoressa, può essere stato causato della vicina acciaieria, che lei chiama il mostro d’acciaio. Lì, da anni, lavora suo marito Sergio (Ettore Bassi). "Con la figlia in ospedale, il loro legame inizia a vacillare. Il dolore può anche dividere come una lama. E l’ipotesi che lui debba rinunciare al lavoro da colatore lo tormenta: “Che cos’è un uomo senza il suo lavoro?”". Salute, battaglie, lavoro e naturalmente amore: nella fiction c’è anche Mimmo (Arca) che in passato aveva avuto una storia con Nanà... "Ma non sveliamo troppo", dice la Izzo.

Photo credit: Francesco Venditti e Sabrina Ferilli
Photo credit: Francesco Venditti e Sabrina Ferilli

La Ferilli si cala in modo magistrale nei panni semplici e fieri di una madre coraggio. "Per me Sabrina è come una sorella minore, è un’attrice fantastica, generosa, infaticabile. Abbiamo iniziato a lavorare a fine agosto e sino a dicembre non ci siamo mai fermati. I tempi di lavorazione sono stati strettissimi, minati dalla drammatica situazione della pandemia. Lei ha lavorato con una tempra e una resistenza ammirevoli. A volte, tra una scena e l’altra, capitava che le dicessi: “Stacchiamo, fatti dare una ritoccata al trucco”. Ma niente: lei non voleva distrarsi e perdere la concentrazione", racconta Simona. "Sabrina ha grandi intuizioni drammaturgiche e ha seguito la stesura della sceneggiatura passo dopo passo. Se qualcosa non le torna si ferma, ragioniamo insieme e correggiamo il tiro. È ironica, empatica, schietta e sincera come nessuna. Dice quello che pensa, ma sempre con garbo. E poi ha una carica materna fenomenale". Spiega Simona: "Penso che le donne siano dotate di istinto materno a prescindere che siano o meno madri. È un moto di protezione, di calore che si riversa su un figlio, o magari su un marito, o su un padre, ma anche nelle lotte che la vita ci fa affrontare. Nessuno è più forte di una madre che combatte per la salute dei figli. Sabrina è così: affettuosa, divertente, i bambini sul set la cercavano. C’era un ragazzino che mi diceva: “Posso abbracciarla? È così morbida”. Oggi, nei panni di una madre che combatte, è fantastica".

Photo credit: Ettore Bassi e Francesco Arca
Photo credit: Ettore Bassi e Francesco Arca

Per girare questa serie la Izzo e Tognazzi hanno incontrato persone che lavorano nelle acciaierie: dovevano rappresentare la realtà con aderenza. "Raccontare questa storia ci ha impressionati e arricchiti. Siamo grati a chi ci ha parlato e ci insegnato come si vive in realtà difficili. Va detto che anche la nostra vita di oggi è a rischio, vista la pandemia che sta modificando tutti i nostri comportamenti. E spesso le persone sono costrette a scegliere tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro", riflette Simona, che nella serie ha affidato due ruoli in famiglia. "C’è mio figlio Francesco, che veste i panni di un giornalista, e c’è anche suo figlio Leonardino, mio nipote di cinque anni, al debutto sul set. Dopo la sua prima scena - fatta anche bene - si è stupito perché gli ho chiesto di ripeterla. “Ma nonna, che noia rifarla”. Ma il cinema è così...".

A proposito di ripetere, la Izzo ha già in mente il tris. Dopo il successo de L’amore strappato, che narra di un grave errore giudiziario, e questa fiction, già pensa a un’altra storia su una madre coraggio. "Ci sto ragionando, ma una certezza c’è già: la protagonista sarà la Ferilli". E confida: "Oggi sul mio cellulare c’è una nuova chat: “madri d’acciaio”. Partecipano le donne, le attrici che hanno collaborato con Nanà nella sua lotta quotidiana: tra loro anche Catena Fiorello e Iaia Forte".

Testo di Sabrina Bonalumi

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente