Sai cosa vuol dire maskne? Acne da mascherina. Ne abbiamo parlato con i dermatologi

Di Barbara Pellegrini
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Photo credit: Filippo Fior - Imaxtree
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La mascherina protegge ed è corretto indossarla quando necessario. Ma di fatto imprigiona la pelle che soffre mandando segnali chiarissimi. Non è un caso che in questi mesi i dermatologi abbiano registrato una recrudescenza di manifestazioni cutanee come acne, ma anche dermatiti, rosacea e irritazioni. Al punto che è nato il termine maskne per definire il fenomeno dell’acne causata dall’uso delle mascherine, questo dispositivo medico ormai indispensabile. Da qui la necessità di nuove regole di prevenzione, cure e terapie ad hoc suggerite dagli esperti.

Memoria e batteri

Chi già ne soffre ha notato un peggioramento. Chi non l'aveva, ha visto apparire i brufoli. E chi, invece, pensava di esserne fuori da tempo si è ritrovato con la pelle di quando era teenager. Ma perché questa nuova diffusione dell'acne? «È un insieme di più fattori», spiega la dottoressa Chantal Sciuto, consulente dermatologa per Clinique. «Prima di tutto, il materiale di cui è composta la mascherina ha caratteristiche per proteggere e filtrare, ma a lungo andare può dare fastidio. Da qui i fenomeni di acne irritativa. Poi, la mascherina è occlusiva, ossia impedisce all'aria di entrare. Questo crea un ambiente con vapore acqueo dove proliferano i batteri. E dato che la pelle ha memoria, è facile che in queste condizioni si scateni una recidiva». Quindi, se lo specialista della pelle non ravvisa il bisogno di una terapia farmacologica, ad esempio con l'isotretinoina, un derivato della vitamina A indicato per i casi più gravi, il consiglio è usare cosmetici con formulazioni idonee.

Lava, esfolia, idrata

«Primo step, tenere la pelle sempre pulita con un detergente che contenga acidi, come quello salicilico, dalla delicata azione esfoliante al fine di eliminare cellule morte e impurità dai pori», spiega Sciuto. «Quindi si passa alla lozione - da evitare il classico tonico con base alcolica che potrebbe irritare - per compattare e sigillare. Infine, l'idratazione, da scegliere tra le creme con effetto opacizzante e seboregolatore. Protocollo semplice, ma da eseguire due volte al giorno, senza sgarrare».

Questioni irritanti

Ma l'acne è solo una delle tante problematiche che compaiono in questo periodo. «Quattro a mio avviso sono le manifestazioni più frequenti», conferma il professor Antonino Di Pietro, direttore Istituto Dermoclinico VitaCutis di Milano. «Si parte dalle follicoliti sulle guance. Sono causate da batteri che riescono a penetrare nei pori dilatati da quel calore che si forma sotto la mascherina. E possono essere risolte con creme che contengono alosil, antibatterico naturale dal potere seboriequilibrante. Ho notato anche casi di dermatite seborroica, le cui desquamazioni ai lati del naso o sulla fronte sono curate invece con l'alukina, un composto di origine vulcanica che lenisce e riequilibra la pelle. Mentre reputo la rosacea tra le reazioni più insidiose. Si tratta di un'infiammazione determinata da acari che penetrano nelle ghiandole sebacee causando brufoletti e un ulteriore peggioramento dei capillari, fino a provocare la couperose. Anch'essa va trattata con alusil, a meno che non sia necessario la terapia farmacologica prescritta solo dal medico».

Ma la situazione più diffusa è l'ipersensibilità. «Circa il 70 per cento dei casi riguardano sensazioni di prurito e fastidio. E una cute che risulta più fragile e reattiva», continua il medico. «Uno dei rimedi che consiglio è un trattamento, crema o siero, ricco di fospidina, principio dal forte potere rigenerante». Tutto però si collega anche a quale mascherina si indossa. «Oggi chi non utilizza i dispositivi medici a norma preferisce quelle più alla moda, spesso realizzate in stoffa sintetica e con ricami e decori in metallo. Purtroppo, è noto che i coloranti di certi tessuti possono provocare irritazioni, allergie se non addirittura vescicole sulla pelle. Per non parlare del pericolo del nichel contenuto nei metalli. Inutile dire che va utilizzata la mascherina più idonea al suo scopo. Ossia proteggerci dal contagio». Con buona pace del look, per una volta.