Salvini manda avanti i colonnelli contro Conte

Giuseppe Alberto Falci

Manda avanti i governatori del Nord e da martedì quando tornerà nella Capitale non farà sconti agli alleati di Governo. “Ma quale crisi congelata, io voglio vedere i fatti: i cantieri, l’autonomia, il taglio delle tasse”, è lo sfogo di Matteo Salvini con i fedelissimi. Ed è una strategia studiata a tavolino, quella del leader del Carroccio, che si serve di Attilio Fontana e Luca Zaia per provare a indebolire il premier Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo che, secondo l’ultimo sondaggio Ipsos, sarebbe apprezzato dal 54,9 per cento degli italiani. Più di quattro punti sopra il Capitano della Lega. “Da non crederci”, ironizza un soldato di via Bellerio. In serata è Salvini a mostrare il termometro della sua impazienza: “Stiamo al Governo solo e soltanto per fare cose importanti - dice parlando ad Adro, nel Bresciano - e se non ci riusciamo andremo da soli, ma non ci fermiamo, perché abbiamo aspettato anche troppo”.

Non è un certo un caso se Salvini teme le mosse del premier in carica. Che, secondo la vulgata leghista, “agisce per conto di Mattarella e di Di Maio” e “ce lo potremmo ritrovare a guidare un esecutivo Pd-M5S”. Insomma, la crisi appare più congelata che finita. In superficie, infatti, si consuma lo scontro tra i governatori del Nord e il presidente del Consiglio. Si tratta di una nuova puntata della soap opera del Governo del cambiamento.

Dopo la missiva del presidente del Consiglio al Corriere della Sera, in cui il premier si rivolge ai cittadini di Veneto e Lombardia  - “È una riforma per tutto il Paese, non una bandiera da sventolare, incontrerà i vostri governatori, ma chiedo rispetto” - Fontana e Zaia prendono carta e penna e replicano punto su punto al premier. Raccontano che quando di buon mattino hanno visto la paginata sul Corsera sarebbero sbottati: “Basta, non ne possiamo più”. Nella lettera scrivono di sentirsi “feriti” dalle sue esternazioni perché, assicurano, “nessuno vuole aggredire...

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