Samantha Cristoforetti ha qualcosa da dire alle ragazze che vogliono intraprendere una carriera nello spazio

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Photo credit: - - Getty Images
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Il futuro delle donne è nello spazio. Se non qui, dove? Se non adesso, quando? Sembrano dire questo gli occhi di Samantha Cristoforetti, l'astronauta italiana che l'anno prossimo ritornerà nello spazio per la seconda volta dopo la sua prima missione "Futura" del 2014-15, in cui trascorse 200 giorni in orbita, svolgendo ricerca scientifica e attività operativa sulla Stazione Spaziale Internazionale in veste di ingegnera di volo per la spedizione 42/43. I dettagli del suo viaggio, che avverrà probabilmente nella primavera 2022 a bordo di un razzo messo a punto da uno SpaceX e non più della navicella russa Soyuz, non sono ancora resi noti, ma una cosa è certa: la nostra Astrosamantha questa volta tornerà nello spazio da neomamma. Nel 2016 l'ingegnera è diventata infatti mamma di Kelsey Amal, a cui ha dedicato il libro Diario di un'apprendista astronauta, un racconto a cuore aperto di tutti gli anni di passione, studio e dedizione che l'hanno portata a realizzare il suo sogno a bordo della Stazione Spaziale.

Photo credit: Pier Marco Tacca - Getty Images
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Accanto alla curiosità di vedere cosa sia cambiato lassù nello spazio, c'è anche la preoccupazione di lasciare la figlia per la prima volta da sola per così tanti mesi. "E per questo, devo ammettere che sono meno spensierata, ma ora non è più solo la mia avventura ma un'avventura per tutta la famiglia", ha confessato a Repubblica l'astronauta, che ha ben in mente i sacrifici che ha dovuto affrontare per dimostrare al mondo il essere all'altezza del suo sogno di infinito. A pochi giorni dalla chiusura del bando indetto dall'Esa, che selezionerà dai 4 ai 6 titolari e dalle 10 alle 20 riserve provenienti dai 25 Paesi membri in vista delle nuove missioni nello spazio, Samantha Cristoforetti ci tiene a fare un appello speciale alle giovani ragazze di oggi, che desiderino seguire il suo percorso affinché non si arrendano di fronte ai primi ostacoli e non siano loro stesse "a dirsi no da sole". "Speriamo che sia l'occasione giusta. In questo momento sono l'unica e del resto nella mia selezione, nel 2019, le candidate erano davvero una piccola parte, circa il 15%", ha spiegato l'astronauta. "Ora è diverso. L'importante è non dirsi no da soli. E ahimè spesso succede proprio alle donne, che si dicono: non sono abbastanza brava, non mi prenderanno mai. Ma non è vero. Guardate me", ha concluso la Cristoforetti, incoraggiando le giovani aspiranti astronaute a tentare la strada del sogno, la più difficile e la più entusiasmante che possa esistere.

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