I sandali Birkenstock sono diventati un marchio di lusso, e ora non ce n'è più per nessuno

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Photo credit: Vanni Bassetti - Getty Images
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È ufficiale: i sandali Birkenstock sono entrati nel mirino del mercato del lusso. Il marchio tedesco, nato nel 1774 su idea del calzolaio Johann Adam Birkenstock, sta ricevendo i corteggiamenti del gruppo L Catterton, il fondo a cui fanno capo anche LVMH e Groupe Arnault. La trattativa, che oscilla dai 4 ai 4,5 miliardi di dollari, è il risultato di quello che Business of Fashion ha riportato essere stato un rapido processo di polarizzazione: “La pandemia ha fatto sì che lo stile casual diventasse una tendenza moda sempre più diffusa, rendendo così comfort e praticità la pietra miliare dei guardaroba di tutto il mondo”.

E in effetti, sulla scia di tutti i look da quarantena in casa, sono state proprio le calzature comode - sandali Birkenstock compresi - ad aver avuto un momentum (di gloria) tutto proprio. BoF riporta infatti che, secondo Euromonitor International, nell’ultimo anno le vendite di scarpe sono diminuite almeno del 20%, una percentuale che si traduce in $286 miliardi di incassi in meno. Il mercato potrebbe però vedere presto un nuovo picco di vendite, che non supererà comunque i livelli del 2019.

Photo credit: Evan Agostini - Getty Images
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Certo però è che la tendenza di mercato continuerà a puntare tutto su scarpe comode, nella cui categoria rientrano anche i sandali Birkenstock. “La pandemia – spiega Neil Saunders, managing director di GlobalData Retail – ha polarizzato l’offerta nel mondo delle calzature”. Che, tradotto, significa: da una parte tacchi a spillo, dall’altra (anche) i sandali ortopedici con suola in sughero. Le migliori performance in termini di vendite sono state infatti “quelle di scarpe confortevoli e da sport”. Alla luce di tutto ciò, l’allure creatasi oggi intorno a Birkestock come futuro marchio di lusso è anche frutto della longevità del brand stesso: dal 1774 a oggi, i sandali tedeschi hanno avuto un successo tutto in crescendo. Negli Anni 60 sono stati la calzatura distintiva per antonomasia della comunità hippie, negli Anni 90 furono indossati invece da Kate Moss su una copertina della rivista The Face. E generarono così un’ulteriore ondata di hype.

Photo credit: Kirstin Sinclair - Getty Images
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Portando invece l’attenzione sulle sole vendite delle Birkenstock, i dati condivisi da Bloomberg parlano chiaro: entro fine settembre 2019, gli incassi del marchio tedesco hanno raggiunto gli 870 milioni di euro, con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente e un calcolo di circa 24 milioni di paia di scarpe vendute. L’appeal esercitato da Birkenstock è rimasto poi costante durante tutto il periodo della pandemia fino a oggi. Anzi, solo nella seconda metà del 2020 (in pieno clima coronavirus, quindi), il modello Arizona dei sandali Birkenstock è stato tra i più cercati in Internet secondo Lyst, totalizzando un aumento nelle ricerche in Internet del 225%.

Ad oggi, il potenziale per annoverare Birkenstock tra i marchi di lusso c’è tutto: lo dimostra la lunga storia del marchio, così come l’heritage che porta con sé nel suo bagaglio di storia, che ha tra i suoi motivi di vanto anche le precedenti (prestigiose) collaborazioni con Proenza Schouler e la casa di moda Valentino (senza menzionare tutte le star che li indossano regolarmente). Formula che, negli anni a venire, potrà essere esplorata a oltranza fino a elevare a calzatura cult il sandalo più odi et amo di tutti i tempi.