Sandra Milo scende in piazza in difesa delle partite Iva

Di Elena Fausta Gadeschi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Stefano Montesi - Corbis - Getty Images
Photo credit: Stefano Montesi - Corbis - Getty Images

From ELLE

“Oggi abbiamo così pochi diritti, abbiamo il diritto di piangere? Di piangere per la disperazione, per la gente che non ha da mangiare, da pagare l’affitto, le bollette. Io certe volte non riesco a dormire pensando a queste cose”. A tanto arriva la solidarietà di Sandra Milo, scesa in piazza del Popolo durante la manifestazione organizzata dalle partite Iva. “Penso alle persone che stanno anche peggio di me: gli operai, la gente che ha bisogno di portare uno stipendio a casa, i figli, le famiglie. È terribile. I politici hanno lo stipendio a fine mese, la maggior parte degli italiani non ce l’ha e come vive, come campa, cosa racconta ai bambini?” si chiede l’attrice, che come lavoratrice del mondo dello spettacolo condivide con gli autonomi il dramma del precariato e dell’incertezza per il futuro.

Photo credit: Antonio Masiello - Getty Images
Photo credit: Antonio Masiello - Getty Images

Rimaste escluse per mesi dai ristori previsti dal governo Conte, che ha classificato le attività in base ai codici Ateco, riconoscendo (tardivi e insufficienti) indennizzi ai ristoratori, ma non ai fornitori dei ristoranti, ai commercianti, ma non agli iscritti agli Ordini professionali, le partite Iva sono scese ieri in piazza per far sentire la loro voce. "Bisogna aiutare la gente, la gente che è povera e non ce la fa, che ha chiuso, ha finito le attività, che ha investito tutti i pochi soldi che aveva in una piccola attività – continua Sandra Milo – è terribile, una tragedia. Se il nemico non si può battere cerchiamo di viverci insieme e andare avanti". E conclude: "Draghi migliorerà sicuramente le nostre finanze, ma gli chiederei di fare un atto di coraggio e di riaprire tutto. I politici devono scendere tra la gente, sentirla, guardarla, e non solo nelle dimostrazioni".

Photo credit: AM POOL - Getty Images
Photo credit: AM POOL - Getty Images

Lo scorso 19 marzo il Consiglio dei ministri ha varato il Decreto Sostegni, che prevede interventi per 32 miliardi di euro. Di questi ben 11 miliardi sono destinati alla voce contributi a fondo perduto per le imprese, partite iva e professionisti per ristorare una platea di circa 5,5 milioni di attività colpite dalle chiusure e dagli effetti della pandemia. “L’obiettivo di questo decreto è dare più soldi a tutti, darli velocemente e dare il massimo possibile”, ha detto in conferenza stampa il premier Mario Draghi, che ha scelto finalmente di abbandonare i codici Ateco e che ha promesso l’erogazione degli 11 miliardi entro il mese di aprile. “L’Ufficio delle Entrate metterà a disposizione una piattaforma per i pagamenti a fine mese. I pagamenti inizieranno l’8 aprile per chi avrà fatto domanda, quindi 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile”.

Partito il 30 marzo, il click day dei sostegni sta cominciando a dare i suoi primi frutti con un importo liquidato di quasi 2 miliardi di euro a favore di circa 600mila partite Iva, che hanno presentato la domanda entro la mezzanotte del 5 aprile 2021. I contributi a fondo perduto saranno erogati in 3 mensilità per 3.000 euro complessivi. Un’indennità verrà riconosciuta una tantum anche ai lavoratori stagionali e dello spettacolo (senza partita Iva) di 2.400 euro. Non è tanto, ma è già qualcosa, nell’attesa che la campagna di vaccinazione acceleri e le attività possano presto riaprire.