I sanitari italiani sono eroi da Nobel

Di Redazione Gente
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Photo credit: Medici e infermieri candidati al Premio Nobel per la pace
Photo credit: Medici e infermieri candidati al Premio Nobel per la pace

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Un Nobel per la pace a tutto il personale sanitario di un Paese non si era mai visto. Ma la pandemia da Covid ha cambiato il mondo, così la proposta di conferire questo premio dal grande valore simbolico a tutti gli operatori sanitari italiani, civili, militari e volontari, ha convinto il Comitato per il Nobel norvegese. I cinque membri che lo compongono hanno fatto sapere la motivazione per la quale hanno accettato la proposta, che dovrà però ora superare una selezione: "Il personale sanitario italiano è stato il primo nel mondo occidentale a dover affrontare una gravissima emergenza sanitaria, nella quale ha fatto ricorso ai possibili rimedi di medicina di guerra, combattendo in trincea per salvare vite e spesso perdendo la loro".

Photo credit: Il personale medico di Casa Honegger
Photo credit: Il personale medico di Casa Honegger


In questi tredici mesi di emergenza si è usato spesso la metafora della guerra, perché questo in fondo è stata, ed è tuttora, la lotta contro il Covid. "La pace non è solo assenza di guerra, non basta che nessuno spari: pace significa anche solidarietà, rispetto della dignità delle persone, ed è quello che è successo un anno fa in Italia con l’arrivo della pandemia", ha spiegato Lisa Clark, co-presidente dell’International Peace Bureau.

Questa organizzazione umanitaria ha accolto il suggerimento di candidare i nostri sanitari arrivato dalla Fondazione Gorbaciov di Piacenza, responsabile dei summit dei Nobel per la pace, e l’ha presentato al Comitato per il Nobel. Americana, fiorentina d’adozione, 71 anni, Clark è un’attivista da sempre contro tutte le guerre, tanto da essere stata insignita anche lei del Nobel per la pace nel 2017. Negli scorsi mesi ha anche lavorato come volontaria alla Croce Rossa di Bagno a Ripoli (Firenze).

Photo credit: Medici e infermieri candidati al Premio Nobel per la pace
Photo credit: Medici e infermieri candidati al Premio Nobel per la pace

La possibilità di assegnare quest’onorificenza alla sanità italiana è sembrata a tutti giusta e doverosa, a partire dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha commentato la notizia con queste parole: "Non mi è mai piaciuto usare la parola eroe. Penso che le donne e gli uomini del nostro Servizio sanitario nazionale siano persone che hanno fatto il loro dovere, dalla mattina alla sera, senza risparmiarsi mai. Sono persone che hanno svolto un ruolo incredibile e continuano a farlo. Per questo dobbiamo ringraziarle ogni giorno".

Anche la Federazione nazionale degli Ordini dei medici ha apprezzato la nomina al Nobel e il loro presidente, Filippo Anelli, l’ha dedicata a chi fra loro è caduto sul campo: "I medici si sono spesi con impegno e abnegazione, anche a costo della vita. Sono 342 i colleghi che non ce l’hanno fatta". Inoltre, 127 mila operatori sanitari sono stati contagiati ma, come ha sottolineato Anelli, "i medici hanno sempre risposto sì a ogni richiesta di aiuto, memori della promessa di curare tutti. Anche se le mascherine non si trovavano e i guanti erano finiti". Il ringraziamento della gente è già arrivato, ora tifiamo tutti per il Nobel.

Testo di Barbara Corradi

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente