Sanna Marin tu sei magica, grazie di essere una delle donne straordinarie del 2020

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Janine Schmitz - Getty Images
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From Cosmopolitan

AAA, cercasi donne straordinarie a cui ispirarsi per scrivere la lista dei buoni propositi. Ora che questo 2020 sta finendo e iniziamo a guardare al 2021 sperando che ci porti in serbo qualcosa di meglio, è tempo per tirare le fila (con un po' di indulgenza nell'anno della pandemia, please) e voglia di guardare ai propri obiettivi futuri ché noi non smettiamo mai di volerci migliorare e di realizzare i nostri sogni uno per uno. Ma mentre ci mettiamo diligentemente a stilare le nostre liste per il new year può essere utile guardare a dei modelli positivi di riferimento estrapolando insegnamenti di cui fare tesoro per il futuro. E, se si parla di inspirational women, non può che venirci in mente Sanna Marin che a soli 34 anni è diventata prima ministra della Finlandia e quest'anno ha gestito una pandemia mondiale guidando con piglio sicuro il suo governo di coalizione tutto al femminile. In un mondo in cui una donna a capo di una Nazione fa ancora scandalo (figuriamoci una donna giovane), Marin è la prova che non bisogna lasciarsi scoraggiare da stereotipi e giudizi sessisti, anche se non è per nulla facile. Il suo approccio che valorizza autodeterminazione, inclusione e cambiamento si può facilmente sintetizzare in tre perle di saggezza che durante questo assurdo 2020 la premier ci ha servito su un piatto d'argento. Pronte a prendere appunti?


1 Trans women are women, trans men are men, punto

Ripetiamo insieme "Le donne trans sono donne. Gli uomini trans sono uomini". Non sembra così difficile a dirsi, eppure per certe persone risulta un concetto complicato. La verità è che c'è chi non vuole proprio accettare che l'identità di genere - che ognuno percepisce come parte intima di sé - possa non coincidere con il sesso biologico assegnato alla nascita. Sanna Marin, però, ha detto la sua proprio il mese scorso durante un'intervista alla BBC: "Ognuno dovrebbe avere il diritto di determinare la propria identità. Non è compito mio identificare le persone, ognuno può scegliere come identificarsi, non sarò io a dirgli come". Chiara, precisa, puntuale e tanti saluti a chi ancora va dicendo che per essere "una vera donna" devi esserlo fin dalla nascita, altrimenti "non potrai mai capire cosa significhi davvero" (mai sentito parlare delle Trans Exclusionary Radical Feminist? Ecco, loro la pensano così). La verità è che è raro che chi è a capo di uno Stato si esprima così apertamente a sostegno di una minoranza spesso discriminata e continuamente cancellata, lei lo ha fatto mostrandoci che, quando ci sono in ballo i diritti delle persone, una posizione va presa.

2 Abbiamo tutto il diritto di essere sexy

La mamma, la moglie, la femme fatale, la ragazza della porta accanto, la bella, l'intelligente. Sembra di star giocando a Indovina chi? ma purtroppo queste etichette vengono continuamente propinate a noi donne sulla base di caratteristiche del tutto casuali. La cosa peggiore è che, quando un'etichetta ci viene affibbiata, non è che possiamo richiederne un'altra. No, no! E guai a pensare di poter essere più cose insieme che il rischio poi è che gli uomini (o chi per loro) non riescano più a classificarci e semplificarci. Ad esempio una donna può anche essere una prima ministra, ma guai se allo stesso tempo pretende anche di essere sexy e femminile. Lo scorso ottobre Sanna Marin è stata duramente attaccata per aver rilasciato un'intervista e posato per l'occasione con un blazer senza nulla sotto (non si vedeva nulla, per la cronaca). Scandalo! I benpensanti si sono precipitati a dire che non era decoroso e giù di commenti sessisti sulla sua presunta "mancanza di professionalità". Le donne finlandesi, però, si sono ribellate lanciando l’hashtag #ImWithSanna e ricordandoci che non siamo molto più che figurine bidimensionali e il modo in cui ci vestiamo e esprimiamo la nostra femminilità non è certo un buon motivo per sminuire le nostre capacità.

3 Il futuro è delle ragazze

Who run the world? Girls. Ok, questo non l'ha detto Sanna Marin ma siamo sicure che la prima ministra finlandese sia d'accordo con Queen Bey nel sostenere che le giovani donne siano piene di potenzialità spesso ancora inespresse o represse da una società che di certo non è strutturata a loro misura. Se c'è una cosa che Sanna Marin sa fin troppo bene è quanta fatica si faccia a farsi prendere sul serio quando si è donne e giovani e quanto sia importante quindi mostrare alle ragazze che la loro voce conta. Per questo, qualche mese fa Marin ha partecipato all'iniziativa di Plan International Girls Takeover parte della campagna per la Giornata internazionale delle ragazze delle Nazioni Unite per aumentare la consapevolezza della parità di genere. La premier ha letteralmente lasciato il suo posto per un giorno a una ragazzina di 16 anni che si è ritrovata a gestire il Paese, incontrare ministri e tenere discorsi. "Le ragazze", ha dichiarato la giovane sostituta, "hanno bisogno di rendersi conto di di quanto sono importanti" e questo vale anche per noi.