Sanremo 2020, il Direttore di Gucci spiega i look di Achille Lauro

achille lauro

Il settantesimo Festival di Sanremo, oltre che per la squalifica di Morgan e Bugo, sarà ricordato per i look di Achille Lauro. Il cantante non ha regalato semplici outfit, ma delle vere e proprie opere d’arte studiate a tavolino con il Direttore di Gucci e spiegate fin nei minimi particolari.

Sanremo 2020: i look di Achille Lauro

Nella puntata della finalissima del 70° Festival di Sanremo, Achille Lauro ha regalato l’ennesimo look sbalorditivo. Il cantante, in gara con il brano ‘Me ne frego’, ha scelto di fare la sua ultima apparizione sul palco dell’Ariston nei panni di Elisabetta I Tudor, Regina d’Inghilterra e d’Irlanda, considerata una governatrice esemplare. Poco prima della performance, Achille, per tenere alte le aspettative dei suoi fan, ha lanciato un piccolo indizio su Twitter: “Questa notte morirò per il mio popolo in nome della libertà per tutti”. Lauro, in merito a questo ‘travestimento’, ha dichiarato: “Sono stato molto colpito dalla sua indipendenza, di cui aveva fatto un vero e proprio baluardo. Mi è parso il personaggio più adatto per chiudere la serie di performance con cui, in queste sere, ho unito personaggi che in modi diversi mi hanno ispirato attraverso modalità altrettanto differenti di esprimere e vivere la libertà. Elisabetta I è riuscita a fregarsene, a tener testa agli uomini con cui si confrontava: lo faceva anche attraverso il suo aspetto, indossando abiti larghi sulle spalle, per rendere la propria fisicità imponente quanto la propria personalità e per non essere mai inferiore ai propri interlocutori maschili”. Nelle serate precedenti, Achille ha ‘interpretato’ San Francesco, David Bowie e la Marchesa Casati-Stampa e ha sempre riscosso un successo impressionante. Ad aiutarlo in questa è impresa è stata la Maison Gucci, che ha collaborato con lui anche in altre occasioni.

Achille esempio di libertà

Il Direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele ha dichiarato: “Achille Lauro è una persona dotata di una grandissima sensibilità, creatività e con un grado di libertà che mi attrae molto. Avevamo già collaborato prima di questa straordinaria esperienza e mi aveva da subito affascinato per la sua grande personalità. Collaborare con lui per Sanremo è stata una conseguenza naturale”. Lauro è stata la rivelazione di questa settantesima edizione del Festival e, anche se la classifica non gli ha reso giustizia, fin dalla prima puntata è stato eletto come vincitore morale. Tutti i look sfoggiati sul palco dell’Ariston sono stati studiati fin nei minimi dettagli dal cantante, dal suo manager Angelo Calculli, da Nicoló Cerioni e dal Direttore di Gucci. Michele ha dichiarato: “È stato davvero bello lavorare insieme a Lauro, al suo e al mio team su questo progetto perché è bello lavorare con persone libere, che volano alto e che portano avanti un messaggio forte rispetto ad argomenti importanti”. Effettivamente, è proprio questo che Lauro ha portato a Sanremo: la libertà. Non a caso, il cantante di ‘Me ne frego’ ha ammesso: “La musica per me è la cosa più importante ed è dalla musica che nasce la mia concezione dell’arte, dello scrivere, del dipingere e dell’utilizzare il mio stesso corpo come una vera e propria opera. Sanremo è il più grande palcoscenico per la canzone, ma nel mio modo di intendere è una grandissima occasione per portare delle performance complete. Il futuro mi vedrà sempre più impegnato in varie forme di arte, senza mai allontanarmi dalla mia prima musa ispiratrice, la musica”. Cosa ci riserverà Achille in futuro? Non vediamo l’ora di scoprirlo.