Sardine, un'altra piazza piena

Luciana Matarese
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Sardine, un'altra piazza piena

Piazza piena e tanti, tantissimi i capelli bianchi e grigi. Ragazzi e giovani, soprattutto giovanissimi, hanno risposto alla chiamata delle Sardine nella Capitale, ma la marea - circa centomila persone, in linea con l’obiettivo degli organizzatori - che ha invaso piazza San Giovanni per la prima manifestazione nazionale del movimento anti sovranista partito un mese fa da Bologna scintillava anche d’argento. A differenza di quello che si è visto nelle altre principali piazze - in totale sono 113 - in cui le Sardine si sono ritrovate nei primi trenta giorni di vita del loro movimento, il popolo di Roma era più omogeneo dal punto di vista anagrafico. A sentirli, tutti, giovani e anziani, accomunati dalla voglia di “serietà nella politica”. “Siamo qui per far capire che le cose stanno cambiando, che non è come ce la raccontano”, dicono Leonardo e Michela, entrambi 19enni, sventolando uno stendardo con grappoli di sardine. “Non vogliamo una politica d’odio, non vogliamo che continuino a raggirarci con le balle sovraniste”, urla Chiara, 23enne arrivata dalle Marche.


Antonio, architetto di 76 anni, guarda e sorride. Indica i capelli bianchi per far meglio capire il motivo della sua adesione al fronte che più tardi dal palco sarà definito dei “partigiani del 2020”. “È il colore dell’esperienza - sospira - sono qui perché questa è una delle ultimissime opportunità che ho per poter incidere su un comportamento, quello che va assumendo la nostra politica, che non condivido e che va cambiato. Che facessero le persone serie e non pensassero solo ai voti“. Al suo fianco la sua amica storica Gabriella sorride, una sardina di carta stagnola tra i capelli. Ha fatto il ’68 come tanti che affollano la piazza festosa e colorata, che pullula di striscioni e cartelli, e su tutti, rigorosamente, spicca il disegno di una sardina. Raffigurata anche sullo striscione di quaranta metri realizzato dagli organizzatori romani, che mentre la piazza intona...

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