Scaccabarozzi, 'licenze obbligatorie su vaccini? Non saranno necessarie'

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"Quello che ci ha insegnato questa pandemia è anche la velocità, impensabile prima, con cui si sono attivate delle collaborazioni" all'interno dell'industria farmaceutica. Prima di tutto "per rendere disponibile il maggior numero possibile di vaccini anti-Covid. Oggi tutti parlano di licenze obbligatorie. Io dico sempre che non sono necessarie, perché le aziende hanno lavorato e stanno lavorando insieme e continueranno a farlo, perché c'è un grande senso di responsabilità". Ad assicurarlo all'Adnkronos Salute è Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria che spiega anche come siano cambiati i rapporti fra le aziende e come si sia aperta la strada a collaborazioni inedite, nell'emergenza.

Al di là del classico modello 'merger and acquisition', "qui ci sono aziende grandi che hanno lavorato per produrre i vaccini di altri, che hanno collaborato insieme - osserva Scaccabarozzi -. Non si parla di piccoli che poi vengono acquisiti, ma di grandi produttori che lavorano per altri, perché avevano una capacità produttiva che potevano mettere a disposizione per arrivare ad avere un numero di dosi il più grande possibile. Questo è stato fatto e non vedo perché non si debba continuare a fare". L'argomento delle licenze obbligatorie è stato accarezzato da più parti soprattutto quando all'inizio delle campagne vaccinali c'era fame di dosi di vaccini nel mondo e ancora una disponibilità limitata in termini di produzione. Si è parlato di stop temporaneo dei brevetti. Per Scaccabarozzi non è quella la via, e non servirà.

Anche guardando alle carenze di farmaci che si sono avute in questa pandemia, per trattamenti che venivano e vengono usati per Covid (per esempio nei giorni scorsi il direttore generale dell'agenzia italiana del farmaco Aifa, Nicola Magrini, ha citato proprio di recente i problemi con tocilizumab), "si è lavorato molto bene per affrontarle - assicura Scaccabarozzi - Si sta continuamente lavorando con l'Aifa. Credo che proprio questa collaborazione abbia fatto sì che, se c'è stata qualche carenza, non si è mai comunque arrivati alle mancanze. E questo è dovuto al fatto che abbiamo una presenza industriale molto forte".

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