Scalare significa (anche) misurare lo spazio

Di Alessia Musillo
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Photo credit: Photo Courtesy
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From ELLE Decor

Si chiama "Scalare Reloaded" e vuole misurare lo spazio. Si tratta del progetto firmato Florim che guarda alle ampiezze (spaziali) come se fossero le taglie di un abito da indossare: dalla small alla extra-large. Così, lo spazio diventa materia di indagine e punto di discussione - digitale, of course - fra interlocutori come Sara Ricciardi, studio wok, Luca Nichetto, Elena Salmistraro, Matteo Cibic e Alberto Meda. A partire da immagini ed esperienze personali, i designer a confronto raccontano percezioni e visioni realizzando laboratori di idee che permettono agli ascoltatori di entrare nella mente dei creativi e afferrare le basi e non solo del loro lavoro. Il progetto ha preso forma già nel 2019, attraverso tre tappe in movimento fra Milano e Venezia. Oggi, con gli incontri via Web, il pubblico si allarga e le intenzioni si concretizzano in un brainstorming da seguire attraverso lo schermo.


Florim, in regia, vuole rivolgersi a tutto il mondo del design offrendo spunti nuovi e attualissimi - anche in relazione al momento storico delicato che stiamo vivendo. Il suo lavoro, che si concentra da quasi 60 anni sulla produzione di soluzioni in gres porcellanato, desidera rispondere alle esigenze dell'architettura e dell'interior design attraverso la realizzazione di superfici che abbracciano diverse ampiezze - "dal micro al macro", come comunicato dall'azienda.

A scalare, insieme al pubblico e ai designer, c'è Domitilla Dardi - volto ben noto dell'arte, del design e dell'architettura. In una passeggiata (artistica e non solo) iniziata il 4 dicembre e in conclusione il 30 dicembre - ripercorribile sui canali YouTube e Instagram di Florim - con righello e metro alla mano, "Scalare reloaded" definisce lo spazio: quanto è grande?

www.florim.com