"Scena unita": la raccolta fondi per gli artisti che non possono lavorare

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Scena unita musica e spettacolo
Scena unita musica e spettacolo

L’appello è alla responsabilità sociale degli artisti: in più di 70 si sono uniti per aiutare manovalanze e maestranze del settore. Nasce così “Scena unita”, una raccolta fondi per sostenere e tutelare lavoratori della musica e dello spettacolo, bloccati da tempo a causa dell’emergenza coronavirus. Fedez, che aveva già avvertito i fan, ha dato vita a un collettivo di artisti pronto a offrire concretamente il proprio contributo: in due settimane sono stati raccolti 2 milioni di euro. Ma l’invito è a continuare ad aderire: più denaro si ottiene, più persone potranno essere aiutate.

A parlare del progetto è Fedez, presente alla conferenza stampa mediata da Cristina Parodi, che ha sfoggiato un look raffinato unendo eleganza e comodità. Al suo fianco, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid e mantenendo il distanziamento, anche Shade e i responsabili di Cesvi, La Musica Che Gira e Music Innovation Hub, che hanno aderito al progetto “Scena unita”, rendendolo possibile. In collegamento, invece, alcuni degli oltre 70 artisti che hanno partecipato attivamente e concretamente all’iniziativa: Eugenio in via di Gioia, Gianna Nannini, Gianni Morandi, Manuel Agnelli, Calcutta, Giovanni Caccamo. Tutti possono partecipare alla raccolta, che prosegue sulla piattaforma ForFunding.it di Intesa Sanpaolo.

“Scena unita” per musica e spettacolo

Fedez ha voluto sottolineare l’idea di “coesione, contro le divisioni del momento”. Non sarebbe stato corretto chiedere ai cittadini un altro sforzo, soprattutto in una situazione di difficoltà come quella attuale. Così ci hanno pensato gli artisti che, “usciti dalle loro torri d’avorio”, hanno donato, insieme a brand e altre aziende. Prime video è il top partner, avendo donato 1 milione di euro. Ad aver partecipato alla raccolta fondi a sostegno dei lavoratori dello spettacolo è anche Banca Intesa, con 250mila euro.

“In Italia abbiamo eccellenze nel mondo della musica e dello spettacolo. Questa non è carità né elemosina, ma un atto dovuto a chi ora è fermo, ma vorrebbe lavorare. È stata un’opera di coesione vera, è il bel messaggio pronunciato da Fedez. Poi l’invito: “Tutti ci siamo spesi sulla base delle possibilità di ciascuno. Vogliamo estendere l’appello a quanti più artisti e aziende possibili. La cifra raccolta in due settimane non è quella definitiva: più denaro possibile equivale ad aiuti per più persone.

È la condivisione la base dell’iniziativa e lo ha ribadito anche Eugenio in via di Gioia: “Dobbiamo creare un collettivo soprattutto per dare spazio alla nuova musica. La sua speranza è creare “una piattaforma che possa far conoscere gli artisti emergenti”.

Anche Shade è presente alla conferenza stampa: “L’iniziativa mi ha fatto stare bene in un momento in cui stavo male: ero positivo e isolato a casa. Abbiamo preso in mano la cornetta e chiamato altri artisti”. Così ha confidato alcuni aneddoti: “La mia chat con Fedez non è mai in stand-by: per far conoscere la raccolta fondi ci siamo sentiti anche a notte fonda”. Ad aver contribuito alla raccolta fondi, anche Gianna Nannini, Calcutta e Achille Lauro, il quale ha commentato: “Scena unita per dare una dimostrazione concreta e realizzare un gesto di solidarietà verso lavoratori della musica e dello spettacolo. Non bisogna lasciare indietro persone che hanno reso grande il nostro mestiere. Noi siamo loro”. È della stessa opinione Gianni Morandi, secondo il quale “senza musica, che dà colore alla vita, non si può stare”.

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche Giovanni Caccamo, che ha descritto “Scena unita” e la raccolta fondi avviata per i lavoratori della musica e dello spettacolo. Per lui, il progetto è “una catena di salvataggio. Chi è più avanti deve voltarsi e guardare chi è più indietro e più in difficoltà”. Concorda Manuel Agnelli, il quale ha sottolineato l’economia indotta generata dagli spettacoli.