Scouting, Instagram e la necessità di ripensare il sistema: così nasce Maga Archivio

Di Federica Romagnoli
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Photo credit: Courtesy Photo
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From Marie Claire

Ci sentiamo su FaceTime in una tarda mattinata di sabato. Io mi connetto dalla terrazza del mio appartamento di Milano perché c’è il sole, Guenda beve un caffè al tavolo della sua sala da pranzo a Copenaghen e Greta è seduta alla scrivania della sua camera da letto in Toscana. Sono tutte e due acqua e sapone come sempre: senza trucco, qualche collanina d’oro che intravedo dallo schermo diviso in tre del mio iPhone e lunghi capelli lisci sciolti, con la riga rigorosamente nel mezzo. Anzi, Greta la tiene leggermente sul lato così forse è più facile distinguerle.

Classe 1995, Greta e Guenda Mariotti sono sorelle, gemelle. Guenda vive in Danimarca da settembre e Greta è con il resto della famiglia in Toscana, dove ha trascorso gli ultimi mesi lasciando temporaneamente la sua amata Venezia dove studia. Entrambe laureate in Architettura allo IUAV, Guenda ha continuato gli studi specializzandosi in Art Direction e Greta sta per laurearsi in Fashion Design.

Si vede che sono abituate a sentirsi in video chiamata, si completano le frasi a vicenda come se fossero sedute a fianco nella stessa stanza. Dopo più di vent’anni trascorsi vivendo insieme, quasi in simbiosi, il percorso di studi e le scelte di vita le hanno portate a separarsi. Ma il desiderio di avere un progetto comune e continuare a lavorare insieme, da qualsiasi angolo nel mondo in cui possano trovarsi, le ha portate a dare vita all'e-shop MAGA Archivio.

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Un progetto figlio di Instagram, nato per caso a inizio anno con l’idea di creare un canale di vendita per scarti di magazzino (da qui nasce il suo nome) di una delle tante aziende di abbigliamento e tessile pratesi. Nel giro di pochi mesi, complice il lockdown e la possibilità di investire tempo nella ricerca e nei pensieri, MAGA si è presto trasformato in un business 100% digitale che spunta tutte le voci che una startup del 2020 dovrebbe avere.

Prima tra queste è la necessità di abbattere ogni imposizione temporale, facendo della circolarità il cuore del business. MAGA nasce proprio dal desiderio di ripensare la stagionalità della moda, dando priorità all’importanza di ridurre gli sprechi e mettere in mostra capi invenduti. Ma non solo. L’ultima iniziativa di Maga, che sta dettando il percorso verso cui intende muoversi, è quello di essere una vetrina per designer e brand indipendenti. Studenti e giovani stilisti provenienti da tutto il mondo, accomunati da una stessa visione: fare della sostenibilità e dell’utilizzo consapevole dei materiali il punto focale della loro collezioni. È nato così un profilo Instagram shoppable e un e-commerce con spedizioni in tutto il mondo che rappresenta il guardaroba online del duo, composto da pezzi scovati su Instagram.

Uno scouting 2.0: molti giovani creativi hanno sfruttato gli ultimi mesi per dedicarsi alla creazione di collezioni e oggetti, petit business made-to-order, privi di canali ufficiali di vendita se non il DM di Instagram. «Abbiamo iniziato così ad ospitare le creazioni di nostri compagni di studi, amici e creativi scovati sui social» raccontano. «Passiamo la giornata a fare scouting di nuovi talenti e a scambiarci profili che troviamo interessanti e che pensiamo possano essere un match perfetto per MAGA». Quando diciamo figlio di Instagram è proprio perché è un progetto che nasce e si evolve lì, 100% digitale, ma social in particolare. Ero incuriosita dalle dinamiche di contatto scelte sui social per approcciarsi a questo progetto. Dietro ogni profilo c’è una persona sì, ma quando è importante avere veramente un approccio umano? «Noi contattiamo sempre potenziali nuovi collaboratori attraverso i nostri profili personali» racconta Guenda. «Ci siamo rese conto che funziona meglio, vogliamo rivolgerci alla nostra community nella maniera più autentica possibile. Anche se chi non ci conosce magari pensa, ma chi sono queste due?». Sono timide, sorridono imbarazzate scambiandosi uno sguardo complice attraverso la camera.

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Abbiamo parlato a lungo di quanto sia importante, o meno, metterci la faccia. Una selezione a cura di Guenda & Greta, racconta la loro bio. Nel caso di MAGA è il punto di partenza e di chiusura di uno storytelling. Ogni capo di abbigliamento o accessorio in vendita è frutto del loro gusto. E lo comunicano nella maniera più spontanea possibile, da un mirror selfie in ascensore a una domenica pomeriggio con i fratelli in giardino. «Non vogliamo darci nessun tipo di imposizione estetica e la comunicazione (interamente realizzata in-house, spesso letteralmente) ne è la prova. È un progetto in continua evoluzione e vogliamo che resti tale, sotto tutti i punti di vista».

Quasi ogni settimana il sito ospita delle new-entry, nuovi creativi che si uniscono al progetto e l’approccio ai prodotti da presentare viene studiato insieme al designer, confermando la visione slow del business. «Nel caso in cui ci siano già dei pezzi realizzati partiamo da quelli, in altri casi, come spesso succede, presentiamo invece piccole capsule realizzate ad hoc per noi.» Pochi pezzi unici che ad esaurimento scorte vengono riprodotti e riproposti. «In questo modo lavoriamo di pari passo con la richiesta e riusciamo davvero a dare valore alle creazioni», racconta Greta. Con più di dieci collaborazioni attualmente in corso, tra le collezioni in vendita si contano pezzi di archivio Studio Ventisei, ACK e Pastiche, fino al fenomeno dei gioielli BLOBB, attualmente in esclusiva italiana su MAGA.

Ovviamente ho cercato di farmi spoilerare qualche anteprima sui progetti futuri: le novità in arrivo sono su MarieClaire.it...