Scuola, Azzolina: "Sarò sollevata solo quando tutti torneranno in classe"

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Durante il propagarsi della seconda ondata di Covid, il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina ha combattuto la sua battaglia contro la chiusura delle scuole. Si è opposta prima alla Campania, poi alla Lombardia, convinta che non fosse opportuno ritornare alla situazione del primo lockdown.

Con i lavori per il nuovo dpcm, è dovuta però scendere a compromessi. Ha accettato la chiusura delle scuole superiori (ad eccezione delle attività di laboratorio e per gli studenti disabili) su tutto il territorio nazionale e di seconda e terza media per le zone rosse. Ma è riuscita a tenere aperti asili, elementari e medie in tutte le Regioni, tranne che nelle zone rosse, dove per le medie saranno in aula solo le prime.

Nonostante ciò, in un'intervista al Corriere della Sera, la Azzolina non si ritiene del tutto soddisfatta: “La situazione in tutta Europa è seria, le decisioni che abbiamo preso sono state difficili: persino lasciare le primarie e le secondarie di primo grado aperte nelle zone rosse non è stato semplice. Per quanto mi riguarda potrò sentirmi sollevata soltanto quando tutti i miei studenti potranno tornare in classe”.

Sulla scelta di tenere aperte scuole materne, elementari e prima media nei territori più a rischio, il ministro dell'Istruzione commenta che “Nelle zone rosse ci sono molte limitazioni per tutti, ma le scuole restano aperte fino alla prima secondaria di primo grado. Abbiamo pensato di garantire i bambini che hanno cominciato la nuova scuola, che sono passati dalla maestra ai professori. Tenere aperte le scuole nelle zone rosse è stato un risultato notevole”.

Discorso diverso, invece, per le superiori: “Abbiamo seguito il principio di massima precauzione - dice Azzolina - e per questo ci vuole la massima responsabilità individuale nei comportamenti, adulti e adolescenti devono rispettare le regole”.

Il ministro dell'Istruzione non ha voluto sbilanciarsi sulla data del possibile rientro per tutti a scuola. L'augurio che si fa, però, è che questo avvenga in totale sicurezza, rispettando i protocolli su tutto il territorio nazionale e possibilmente con l'utilizzo dei test rapidi negli istituti.

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