Se anche voi fate fatica a svegliarvi al mattino, tranquille: la scienza dice che è normale

Di Claudia Santini
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Photo credit: Courtesy of Unsplash - Kelly Sikkema
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From ELLE

I risvegli pronti e scattanti sono un dono per pochi fortunati. Oh yes. Se anche tu senti la sveglia e - dramma! - apri gli occhi a fatica perché senti le palpebre pesanti come macigni, cerchi di alzarti ma il letto sembra trattenerti a forza, sei così stanca che neanche ti sembra di aver dormito e senti di avere una terribile confusione in testa come se fossi in post hangover (ma senza aver bevuto un goccio), beh, sappi che non sei sola al mondo e i risvegli difficili sono un problema di tante, tantissime persone. Non importa che tu dorma di più, senza risvegli e interruzioni, alla giusta temperatura e con il giusto buio, dopo una cena leggera e ben digerita, la stanchezza si presenta regolare ogni mattina. E la frustrazione è, ça va sans dire, alle stelle. No panic: la scienza ha dimostrato che è normale far fatica a svegliarti la mattina, soprattutto con certe condizioni atmosferiche.

Risvegli difficili: l'effetto pandemia

Ebbene sì, i risvegli difficili sono un effetto dell'emergenza sanitaria che ha stravolto le nostre vite nel corso dell'ultimo anno. Come spiega il dottor Philippe Beaulieu, medico del sonno e terapeuta cognitivo-comportamentale interpellato dal Madame Figaro: "I profili degli iper-sonni sono stati identificati nelle conseguenze della situazione sanitaria". Proprio così, questi lunghi mesi di pandemia hanno agito sui nostri ritmi interni desincronizzando i marcatori che regolano l'orologio biologico. Il risultato più visibile? Il senso di sonno e la sua qualità sono alterati: "Alcune persone passano notti peggiori e altre hanno quelli che vengono chiamati spostamenti di fase. In altre parole, vediamo una mancanza di punti di riferimento e i modelli di sonno che variano".

A ciò si aggiungono i livelli di stress cronico e di ansia che l'atmosfera tesa sta generando a causa "Dell'angoscia di ammalarsi di Covid-19 o dello smartworking, che per alcuni è una semplificazione, ma per altri è molto limitante. Senza dimenticare che siamo immersi in un contesto di incertezza e che al cervello umano non piace", aggiunge l'esperto. Alcuni di noi possono anche sperimentare notti più irrequiete, con sonni più angoscianti, che regalano un risveglio decisamente meno sereno.

Photo credit: Courtesy of Unsplash - Sinitta Leunen
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Risvegli difficili: le stagioni hanno il loro peso

Una spiegazione rapida a quel senso di letargia è anche legata alla stagione: l'inverno ha sempre un impatto importante non solo sul nostro umore, ma anche sul funzionamento nostro corpo - e tutto a causa del calo della luce naturale. Chi lavora in ufficio e fa i soliti orari, esce di casa che è buio e torna a casa che è ancora più buio, quindi la luce esterna non aiuta più di tanto a regolare l'orologio biologico interno come fa in altre stagioni. Long story short, quando il buio impera, i nostri ritmi biologici sono disturbati, ci sentiamo meno in forma, il nostro umore è più nero e produciamo più melatonina (alias ormone del sonno) che ci fa sentire più bisogno di dormire - come conferma il dottor Beaulieu.

Esporci alla luce del sole può aiutare a sentirci più attivi? Sì, ma non possiamo aspettarci miracoli: i raggi del sole sono meno luminosi in inverno rispetto che in estate. Come specifica la cronobiologa Claire Leconte: "La differenza è significativa: la luce naturale durante una giornata estiva è stimata tra 100 e 130.000 lux, rispetto ai 2.000-20.000 dell'inverno". Insomma, meglio di niente, il pallido sole di febbraio non è una panacea, ma per fortuna la bella stagione in arrivo ci verrà in soccorso.

Photo credit: Courtesy of Unsplash - zhang kaiyv
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Risvegli difficili: cosa fare per vincerli

Dobbiamo rassegnarci alla difficoltà di svegliarci con conseguente umore nero? Certo che no: gli esperti spiegano come combattere i risvegli difficili in modo efficace. La prima cosa da fare appena apriamo gli occhi, secondo la cronobiologa Leconte, è quella (se possibile) di esporci alla luce naturale del giorno magari in pausa pranzo, momento top perché è più intensa. Possiamo anche usare lampade per la terapia della luce, riconosciute come trattamento medico per la depressione stagionale dal 2005. Secondo l'esperta: "La lampada invia un forte segnale al nostro orologio biologico, regolandolo". Esponendoci pochi minuti al giorno alla sua luce (e a quella naturale del giorno) contrastiamo la produzione in eccesso di melatonina, ottenendo un effetto antidepressivo ed energizzante dopo tre/quattro giorni di utilizzo - purché venga usata a 20 cm dal viso e sia una lampada da 10.000 lux".