Se il museo è chiuso, visitalo sull'app

Di Giuseppe Fantasia
·5 minuto per la lettura
Photo credit: Oliviero Godi
Photo credit: Oliviero Godi

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Stando ai provvedimenti varati dalle autorità italiane per far fronte all’attuale situazione sanitaria, i musei sono tornati a chiudere le loro porte, portoni o cancelli fino al 3 dicembre prossimo, ma per fortuna c’è l’online. Ora, come a marzo, basterà visitare il sito web del museo che si desidera per avere conferma che ognuno, a suo modo, si sta impegnando per portarci a domicilio l’arte e la bellezza.

Uno dei migliori in tal senso è sicuramente quello dell’Accademia di Carrara di Bergamo, perché – come ci spiega a telefono la direttrice Maria Cristina Rodeschini– “il nostro è frutto di un attento lavoro seminato anni fa”. “Il primo lockdown non ci ha colto impreparati in tal senso - precisa – ma ne ha soltanto rallentato il suo accadere. Da tempo stavamo lavorando per garantire un’offerta online ai nostri visitatori e in quei giorni più che mai ci siamo dati da fare, abbiamo sviluppato progetti, programmi e persino creato una App e totalmente gratuita”.

Si chiama “La Carrara” ed è facilmente scaricabile da App Store e Google Play, di sicuro la maniera più diretta ed efficace per iniziare una visita del museo rimanendo comodamente seduti sul divano di casa. “Certo – aggiunge la direttrice - mancano tutte quelle sensazioni ed emozioni che si possono avere davanti a un quadro o ad una scultura dal vivo, così come quando si entra realmente in un museo e lo si visita, ma il virtuale può in casi come questo essere molto più vicino al reale di quanto sembri”. Vi basterà, dunque, un clic per entrare nel bel museo bergamasco che Rodeschini - una laurea in Lettere Moderne e già direttrice della GAMeC - dirige con passione, attenzione e grande preparazione da più di dieci anni. “La nostra app – tiene a precisare - è un prodotto flessibile visto che per ora è stato caricato un percorso che prevede 90 opere, ma il loro numero aumenterà presto. Una visita direttamente proporzionale al tempo che si ha a disposizione. Si potrà stare pochi minuti dentro il museo virtuale come un’ora o più a discrezione e scelta del visitatore”.

In ogni caso, questo tour speciale sarà un’occasione per poter ammirare il ricco patrimonio di dipinti che ha l’Accademia (nel normale percorso sono ben 1793) e che abbraccia un ampio arco cronologico, dal Rinascimento alla fine dell’Ottocento, con opere di Pisanello, Mantegna, Foppa, Bellini, Raffaello, Tiziano, Lotto, Moroni, Baschenis e – ancora - Rubens, Tiepolo, Canaletto, Guardi, Hayez e Previati. Da non perdere le sculture (sono 134), il cui nucleo considerevole venne donato da Federico Zeri nel 1998: una collezione di 46 oggetti, tra cui le opere di Pietro Bernini, Domenico Guidi, Filippo Parodi e Giovan Francesco Arrighi. Di non minore importanza è la raccolta di 25 sculture della bottega Fantoni, attiva soprattutto in Lombardia e in Veneto per oltre due secoli. Il patrimonio scultoreo è completato da una serie di busti dell’Ottocento e del primo Novecento, che raffigurano soprattutto personaggi legati alla storia e all’arte locale, a cui si aggiungono i disegni per la maggior parte raccolti dal conte Giacomo Carrara sia per ragioni di gusto collezionistico sia per la Scuola di pittura da lui fondata, ma anche i fogli architettonici di Jacopo Quarenghi e della sua scuola e i disegni del Piccio e dell’Ottocento bergamasco. Le stampe, (quelle presenti nel museo sono quasi ottomila) sono rappresentate da artisti come Mantegna, Dürer, Piranesi e Canaletto e non mancano le medaglie. Di particolare interesse sono quelle del Pisanello, la serie di ritratti di personaggi cinquecenteschi, quella di ritratti di papi e quella della collezione Vimercati Sozzi. Non mancano, poi, i preziosi nuclei di arti decorative, dai bronzetti alle medaglie, dai ventagli alle porcellane, ai peltri, agli argenti e alle oreficerie.

La Carrara possiede inoltre trenta opere di Fra Galgario che nacque proprio a Bergamo e lì trascorse gran parte della sua vita. Non è certo un caso, quindi, che proprio in questi giorni sia stato donato al museo, e si può quindi ammirare anche nella visita online, il “Ritratto di giovane gentiluomo” (1730-1735), “un’opera acquistata dal Mibact e poi assegnata dalla Direzione Regionale dei musei della Lombardia all’Accademia”, ci spiega la direttrice - “una delle testimonianze più emblematiche della sua ritrattistica più matura a cui il museo stesso dedica un’intera sala”. Il gentiluomo – nella cui figura, in passato, alcuni hanno voluto riconoscere, senza trovare conferme, il conte Francesco Maria Tassi, amico di Fra Galgario e suo primo biografo - indossa un’elegante giacca color tortora foderata in verde, sulla quale spiccano il bianco della camicia e il nero della cravatta a farfalla e del tricorno. È immortalato a mezza figura, con la mano destra appoggiata sul fianco, in una posa che adotta gli schemi della ritrattistica ufficiale, rinunciando però a ogni intento celebrativo o encomiastico. A catturare la vostra attenzione sarà anche il modo in cui il giovane tiene il lembo della giacca, quasi a voler abbottonare meglio l’abito per darsi un contegno più adeguato al momento, rafforzando il tutto con lo sguardo impenetrabile tra lo spavaldo e l’annoiato. “Fra Galgario è stato un maestro del ritratto e in quest’opera in particolare dimostra quanto riuscisse a conciliare l’esuberanza della tradizione coloristica veneta con la vocazione lombarda a una raffigurazione vera e fedele della realtà”, continua la direttrice che ricordando che la Carrara, particolare sin dal claim (“entra, ama, scopri”), è stata ed è molto visitata soprattutto dagli studenti che potranno continuare a farlo anche adesso dal loro pc. In questi giorni di chiusura continueranno poi gli incontri e le presentazioni online dopo il grande successo ottenuto con quelli già fatti con Ian Fabre e Keith Christiansen, direttore del Metropolitan di New York, museo che aveva prestato alla Cararra “I musici” di Caravaggio, il capolavoro con il quale il cardinale Francesco Maria Del Monte volle imprimere su tela il clima culturale della sua vivace corte, “tutti esempi di una sinfonia della rinascita dopo i tragici giorni della paura che continua ancora oggi”, conclude la direttrice. “L’arte e la cultura aiutano sempre, ma non dimentichiamo la tecnologia: è figlia dei nostri tempi, uno dei mezzi che abbiamo, forse il più prezioso, per tenere vivo il nostro pubblico”.

www.lacarrara.it