I segreti dell'inconfondibile stile di Fran Lebowitz

Di Vittoria Meloni
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Photo credit: Larry Busacca/VF13 - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Ironica, tagliente, estremamente intelligente, cronicamente politically (s)correct: Fran Lebowitz è l’icona della New York che fu e che è per eccellenza, dal fascino intramontabile. Già protagonista di Public Speaking per Scorsese, oggi la giornalista, conduttrice e opinionista americana torna sul piccolo schermo con una nuova produzione firmata Netflix e dedicata alla Grande Mela. Columnist per Interview di Warhol e il fu Mademoiselle, autrice di diversi libri di cui uno in fieri, è da anni vittima di un terribile blocco dello scrittore che lei definisce blockade, neologismo che unisce block e decade. Per questo nel frattempo si è dedicata ad altro, tra camei televisivi e cinematografici che spesso (non per pura coincidenza) l’hanno vista nei panni di un severo giudice e qualche apparizione alle fashion week della sua città. In occasione dell’uscita di Pretend it's a city celebriamo il suo inconfondibile stile, un mix di alta sartoria, linee pulite e soprattutto un ossessivo rifiuto per tutto ciò che è di tendenza, disse una volta: "Ci sono poche cose che vorrei vedere meno frequentemente [che gli uomini in pantaloncini corti, ndr], se ti devo dire la verità. Forse addirittura preferirei vedermi venire incontro qualcuno con una granata tra le mani".

Photo credit: Patrick McMullan - Getty Images
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Le camicie tinta unita, i gemelli e una giacca di sartoria

“Ero solita comprare le mie camicie da Brooks Brothers, ma poi è finito tutto. Hanno smesso di produrre il modello che mi piaceva. Se solo l’avessi saputo prima! Insomma se hai intenzione di smettere di produrre un modello che migliaia e migliaia di persone comprano dovresti almeno annunciarlo”, ha affermato Lebowitz in un’intervista ad Elle US. Ora le camice le acquista da Hilditch and Key, i cui negozi si trovano esclusivamente a Parigi e a Londra. Le sceglie da uomo e le fa accorciare per poi abbinarle a gemelli sempre originali che appena rientra a casa ripone in una piccola e preziosa scatola e che spuntano da giacche tailor made a Londra da Anderson & Sheppard. Tra i gemelli non sono passati inosservati quelli con lo stemma della polizia di New York indossati alle sfilate di settembre 2011, omaggio a vittime ed eroi a 10 anni di distanza dall’attentato.

Photo credit: John Lamparski - Getty Images
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Gli occhiali tartarugati

“Non mi vedrete mai senza occhiali, ormai sono parte del mio corpo”, ha dichiarato tagliente Lebowitz in un’intervista a The Cut nel 2018. Diventato una vera e propria icona moderna, il modello indossato dalla giornalista (che inorridisce alla vista dei mini-occhiali tanto di moda ora) sono stati negli anni copiati e sfoggiati da fashion addicted e intellettuali: una volta in occasione di un’inaugurazione di una mostra al MoMa, ha raccontato al magazine americano, si è accorta che i tanto apprezzati ampi occhiali neri “che sembravano quelli di un architetto tedesco” erano stati sostituiti da modelli tartarugati simili ai suoi. Fortunatamente poi la moda è passata, ha confessato decisamente sollevata. Gli occhiali che indossa ora non sono vintage ma solo vecchi, ha svelato ad Elle US: una volta questo modello si trovava già confezionato poi la produzione è stata interrotta ed è stata costretta a farli fare su misura. Sono costati talmente tanto, ha spiegato, che li conserva oggi con estrema cura per non doverne commissionare dei nuovi.

Photo credit: NBC - Getty Images
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I jeans Levi’s modello 501

Cresciuta da genitori appartenente alla generazione della Grande Depressione, Lebowitz nutre un immenso rispetto per gli abiti, che conserva con attenzione maniacale. “Molto di ciò che è stato insegnato alla mia generazione riguardo ai vestiti era più che altro come farli durare. Come lavarli e come occuparsene al meglio”, ha raccontato nell’intervista per Elle US. Per questo ha odiato quando Levi’s ha spostato la produzione dei suoi jeans preferiti, il modello 501, da San Francisco a paesi con produzione a basso costo, diminuendone la qualità. “Costano meno certo, e la cosa non ha senso. Vorrei che le case costassero meno e gli abiti di più”, ha concluso.

Gli stivali da cowboy

Non ha sempre indossato stivali, prima ci sono stati i mocassini e delle vecchie Old Maine Trotter. Un problema a un tallone l’ha però traghettata verso l’universo dei cowboy boots da cui poi non è più riuscita a separarsi. Ne ha tre paia che conserva con grande cura, i più integri li indossa solo quando piove. “Li ho fatti fare su misura, è molto difficile scovare quest’uomo che ancora oggi li realizza artigianalmente. E no, non ti dirò il suo nome perché non voglio che scopriate quanto costano”, ha aggiunto.