Selvaggia Lucarelli e la morte della madre: ‘Non mi si dica cosa provare’


Selvaggia Lucarelli è finita nella polemica lo scorso sabato sera dopo essersi presentata nello studio di ‘Ballando con le Stelle’ a poche ore dalla morte di sua madre. La giornalista a ‘Il Corriere della Sera’ ha ora spiegato di non poter accettare che le si dica come deve affrontare un lutto del genere.
Innanzitutto ha premesso che la perdita più dolorosa di sua madre Nadia, scomparsa a 79 anni a causa del Covid, è arrivata due anni fa, quando l’Alzheimer ha preso il sopravvento: “Due anni fa, quando abbiamo perso la sua anima. Era rimasto il corpo, qualche sorriso, qualche sguardo in cui ci sembrava di scorgere un ricordo, un bagliore. Il vero addio è stato quando l'ho guardata negli occhi e ho capito che non mi riconosceva più. Ed è stato più doloroso dell'addio al corpo di ieri”.
Sulle critiche piovute perché non è rimasta a casa nel weekend, ma si è presentata sul posto di lavoro, ha aggiunto: “Io mi aspetto sempre il peggio, ma quando arriva è sempre un po' peggio e un po' più sgradevole di quello che mi aspettavo. Di base c'è un enorme corto circuito: siamo così abituati alla strumentalizzazione del dolore trasformato in pochi secondi in rivendicazioni, posizionamenti e fertilizzante per il proprio brand che se uno osa lasciarlo in una stanza, senza esibirlo e sventolarlo, viene additato come cinico”.
“Non accetto che mi si dica cosa dovrei provare. Questo è un altro aspetto grave: si dà per scontato che la morte di un genitore debba voler dire sofferenza, dolore, che ci si debba chiudere in casa. Io rifiuto questi cliché sulla sofferenza dovuta. Bisogna dire a chiare lettere che ci si può sentire sollevati, anche se non è il mio caso. Non c'è nulla di dovuto, ognuno elabora il lutto come desidera”, ha quindi concluso.