Semi di girasole: tutto ciò che c’è da sapere su calorie e proprietà

semi di girasole

Piccoli chicchi ricavati dal famoso fiore e ricchi di gusto, questi semi sono un’eccellente fonte di nutrienti come la vitamina E e il selenio, nonché di elementi vegetali benefici che contribuiscono a prevenire le malattie croniche. Anzitutto va lodato l’effetto ipoglicemizzante dei semi di girasole, in parte dovuto all’acido clorogenico in essi presente. Studi scientifici dimostrano che consumando circa trenta grammi di semi di girasole ogni giorno come parte di una dieta equilibrata è possibile ridurre la glicemia a digiuno di circa il 10% entro un periodo di sei mesi, un risultato notevole se confrontato con quanto accade nel caso della stessa dieta sana nella quale non sono previsti.

Semi di girasole: calorie e proprietà

Aggiungere semi di girasole ad alimenti come il pane può aiutare notevolmente a ridurre l’effetto dei carboidrati sullo zucchero presente nel sangue. Inoltre, le proteine ​e i grassi presenti nei semi rallentano il ritmo con cui lo stomaco si svuota nuovamente, favorendo in tal senso un rilascio più graduale di zucchero. Consumare regolarmente semi di girasole aiuta a mantenere i livelli di proteine ​​C-reattive più bassi: è noto infatti che la vitamina E, nutriente presente in maniera abbondante all’interno dei semi di girasole contribuisce a ridurre la presenza di proteina C reattiva, sintomatica di svariate infiammazioni e infezioni. Sempre a tal proposito, i flavonoidi e altri derivati vegetali presenti nei semi di girasole aiutano ulteriormente a ridurre gli stati infiammatori. L’ipertensione, uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiache, è un altro elemento sul quale il consumo di semi di girasole può avere un effetto benefico. Essi infatti bloccano, grazie ai nutrienti che contengono, un enzima che provoca la costrizione dei vasi sanguigni, aiutando i vasi sanguigni a rilassarsi e abbassando la pressione sanguigna. Anche il magnesio presente nei semi di girasole contribuisce a contenere i livelli di pressione sanguigna. Infine, i semi di girasole sono una fonte di acidi grassi insaturi, in particolare acido linoleico, utile all’organismo per rilassare i vasi sanguigni e, in ultima istanza, anche tenere sotto controllo i valori del colesterolo. Nonostante i semi di girasole siano da considerarsi un alimento sano, presentano al contempo potenziali aspetti meno positivi e nel paragrafo successivo vediamo quali.

Il quantitativo di calorie

Nonostante siano carichi di sostanze nutritive, i semi di girasole sono altrettanto ricchi di calorie, per la precisione ben 581 per 100 grammi. Per ovviare all’apporto calorico e controbilanciarlo in qualche modo, mangiare i semi dovendoli però anche sgusciare è un metodo semplice per rallentare il ritmo del consumo durante lo spuntino: si tratta di un piccolo trucchetto, che però può risultare molto utile. Un aspetto importante da considerare, soprattutto se si tenendo sotto controllo la propria assunzione di sale, bisogna tenere presente che i gusci, che vengono regolarmente succhiati prima di essere aperti, sono spesso rivestiti con più di 2.500 mg di sodio per solo 30 grammi. È davvero cruciale tenerne conto prima di consumarli, in particolar modo perché il contenuto di sodio potrebbe non essere chiaramente riportato sulla confezione, in quanto essa fornisce solo informazioni nutrizionali per i chicchi, ossia la parte commestibile. Ad ogni buon conto, comunque, un numero crescente di aziende ne mette in commercio delle versioni a ridotto contenuto di sodio. Un’altra ragione per consumare con moderazione i semi di girasole è il loro contenuto di cadmio, un metallo pesante che può apportare dei danni a livello renale se l’organismo vi viene esposto a quantità elevate per un lungo periodo di tempo. La presenza di cadmio si deve al fatto che i girasoli tendono a prelevarlo dal terreno e depositarlo all’interno dei propri semi: ecco perché questi piccoli e gustosi chicchi ne contengono quantità superiori rispetto alla gran parte degli alimenti vegetali.