"Senza fine", come la carriera di Ornella Vanoni nel suo documentario a Venezia 78

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Photo credit: Daniele Venturelli - Getty Images
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Senza fine come la sua lunghissima carriera, come la canzone che Gino Paoli le dedicò, così si intitola il documentario su Ornella Vanoni con la regia di Elisa Fuksas. A 86 anni, la cantante aggiunge alla sua corposa lista di successi Senza fine, che verrà presentato alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia come Evento Speciale delle Giornate degli Autori il 10 settembre.

Nel docu film, Elisa Fuksas ripercorrerà in conversazione con Ornella Vanoni la sua vita, dalla musica, ai grandi amori, ai personaggi insieme a cui ha fatto un epoca. Nel documentario compariranno tra gli alltri Vinicio Capossela, Samuele Bersani e Paolo Fresu. La foto che ne emerge è quella di una Ornella Vanoni che nella vita ha sperimentato passioni forti e solitudini, vette e abbandoni e che oggi si profila come una delle più iconiche cantanti della storia italiana.

Photo credit: Clive Limpkin - Getty Images
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Tutto comincia in una Milano sotto il peso della guerra, quando Ornella Vanoni, nata nel 1934, è ancora bambina e si affida alle mani del padre per scappare dai bombardamenti. Quando il conflitto finisce "tutto pareva possibile. Come in una fiaba. Diventai amica di Gaber e Jannacci, due persone stupende" racconta Vanoni in un'intervista dedicata al docufilm per il Corriere della Sera. Seguono gli studi in collegio in Francia e in Inghilterra, poi Ornella Vanoni torna in Italia e frequentando i corsi al Piccolo Teatro scopre e affina la sua vocazione per l'arte. Lì nasce la tormentata relazione con Giorgio Strehler, primo dei suoi grandi amori, con cui le cose finirono a causa dell'abuso di droghe del direttore artistico.

La storia più importante per Vanoni fu quella con Gino Paoli, conosciuto allo studio di registrazione, con cui condivise la passione per la musica e la sensazione inconfondibile di sentirsi "diversi" insieme. "Senza fine, tu sei un attimo senza fine" le canta lui nel 1961, ma Ornella Vanoni nel 196o si sposa con Lucio Ardenzi "anche se ero ancora innamorata di Gino". Dal loro matrimonio, durato 12 anni, nasce Cristiano, unico figlio di Ornella Vanoni, con cui il rapporto è stato compromesso per anni dalla carriera della madre che, in quegli anni, subisce una svolta decisiva.

Photo credit: Luciano Viti - Getty Images
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"Ero abituata al circuito colto. Ma in piazza Beccaria vedevo i cantanti felici, con le decapottabili, e mi dissi: voglio fare le canzonette anch'io. È stata dura, e non solo perché non ero abituata al microfono con il filo e prendevo la scossa. Venivo dal teatro, ero considerata snob, fredda. Dovevo colmare la distanza tra me e il pubblico" racconta Ornella Vanoni che, da quel momento, decide di intraprendere la strada della musica leggera.

La chiave delle sue canzoni è l'empatia che riesce a creare con chi l'ascolta: "Di ogni brano arriva alla gente una frase sola, in cui si riconosce. Mi sono sempre chiesta perché L’appuntamento piacesse così tanto. La risposta è nella prima strofa: 'Ho sbagliato tante volte ormai...'. Perché tutti hanno sbagliato nella vita. E tutti hanno conosciuto 'uno di quei giorni che ti prende la malinconia...'". Le dimensioni del suo successo si misurano anche nelle sue numerose partecipazioni a Sanremo. Tuttavia, Ornella Vanoni non ha mai vinto un'edizione del Festival e, raccontando il suo dispiacere aggiunge: "In fondo però l'ho vinto quest’anno. Non ne trovi tante che cantino così a 86 anni...". Trovatene una così, che a 86 anni ci emoziona ancora, ripercorrendo la sua vita direttamente dalla Laguna di Venezia.

Photo credit: Daniele Venturelli - Getty Images
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