Serena rossi incanta Venezia ma quali sono stati i bagni più iconici delle madrine al festival?

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Photo credit: Alessandra Benedetti - Corbis - Getty Images
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Ormai è un rito: piedi nudi, un abito da sogno, l’acqua del bagnasciuga, i flash. Tocca a Serena Rossi quest’anno lo shooting della madrina al Lido, da sempre il “battesimo” della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la cui 78esima edizione è in programma dal 1 al 11 settembre 2021. Bellezza, talento, empatia. Queste le caratteristiche che accomunano le madrine – e i padrini – che si sono succeduti in oltre vent’anni alla Mostra del Cinema di Venezia. Attrici, attori e modelle che hanno sempre portato al Lido la loro forte identità. Come farà di certo anche Serena Rossi che questa sera aprirà la 78a Mostra, sul palco della Sala Grande e guiderà la cerimonia di chiusura l’11 settembre, quando saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali.

Photo credit: Alessandra Benedetti - Corbis - Getty Images
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Una bellissima tonalità di rosso tendente al rosa, sensuale e sofisticata. Una scollatura generosa, ma sobria, trattenuta da sottili spalline. Ricami preziosi di cristalli. E una firma di quelle con le quali si può andare sul sicuro: Giorgio Armani Privé. Alla quale si aggiungono i preziosi gioielli Cartier. Ecco come la madrina della 78esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, la sorridente Serena Rossi, ha scelto di affrontare il bagno di fotografi (ma anche quello, meno metaforico, nelle acque di Venezia), che rappresenta il tradizionale appuntamento alla spiaggia del Lido con il quale si suole dare il via alla Mostra.

Photo credit: Franco Origlia - Getty Images
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Serena Rossi è la ventesima madrina nella storia della Biennale del Cinema. A introdurre questa figura, che ha il compito di traghettare pubblico e protagonisti della Mostra dal debutto alla consegna dei premi, è stato nel 2000 il visionario e innovativo direttore Marco Müller, che per quell’edizione, la 57a, scelse per il nuovo ruolo Chiara Caselli. Una novità poi confermata negli anni dall’attuale direttore Alberto Barbera, anche perché, come ha scritto L’Europeo ormai vent’anni fa, il Festival "è intrecciato con l’evoluzione del costume nazionale in un groviglio di industria cinematografica, spettacolo, moda e arte".

Photo credit: Pool CATARINA/VANDEVILLE - Getty Images
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Nel ruolo di madrina si sono dunque alternate in quest’ultimo ventennio personalità e bellezze molto differenti, che hanno caratterizzato l’edizione del Festival anche con la scelta del look. E così ecco nel 2009 il prorompente fascino mediterraneo di Maria Grazia Cucinotta, con i suoi capelli neri sciolti e un audace decolleté in animalier Roberto Cavalli. O la più sofisticata Isabella Ragonese, che nel 2010 s’è presentata in Laguna con camicia, longuette e cravatta e onde alla Farrah Fawecett. E ancora un’inedita Vittoria Puccini in versione gipsy in bianco Valentino nel 2011, e l’anno successivo una raffinatissima Kasia Smutniak, sempre in Valentino ma rosa fiorito.

Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
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Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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Venezia, naturalmente, non è solo questione di stile, ma anche di sentimenti e di sogni che a volte si avverano. Come nel caso di Alessandra Mastronardi, padrona di casa della 76ª edizione nel 2019, che ha raccontato: "Qualche anno fa ero stata invitata a Venezia e avevo portato mia madre sul red carpet (aveva gli occhi che le brillavano come una bambina!). “Magari un giorno la madrina sarai tu” se ne uscì. E io: “Essì, come no…”". Una parentesi in questo viaggio tutto al femminile è stato rappresentato dagli unici due padrini nella storia del Festival, Alessandro Borghi nel 2017 e Michele Riondino l’anno successivo.

Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
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Per tutte (e tutti), è di rito ormai dare il via al grande evento mediatico con uno shooting a piedi nudi, in tiro con l’abito da sogno, sul bagnasciuga del Lido. Una sorta di battesimo a cui purtroppo, si è dovuta sottrarre la madrina Anna Foglietta lo scorso anno, il primo nella storia della Mostra senza pubblico, all’insegna del distanziamento sociale e delle limitazioni rese necessarie della pandemia di Covid-19. Nel suo discorso inaugurale per quella che era stata definita l’ "edizione zero" della Mostra, quella della ripartenza dopo l’incubo pandemico, Foglietta aveva parlato di un futuro tutto da immaginare e costruire. Un messaggio di speranza che, come in una staffetta, ha scelto di raccogliere la madrina di quest’anno. "So quanto sia stato difficile sorridere in questo ultimo anno e mezzo. Ma in questo momento così delicato, tenere vivo e forte il desiderio di tornare a fare quello che sappiamo fare, e di tornare a sorridere, è tutto", ha spiegato Serena Rossi, reduce da un anno di successi tra cinema e televisione (la serie tv Mina Settembre e lo show Canzone segreta). L’attrice si è augurata di "ritrovare quei sorrisi dimenticati, vorrei che illuminassero le sale cinematografiche e tutti i luoghi del Festival".

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