"Ironia nelle cose serie, serietà nelle cose frivole". La storia di Elle attraverso la vita delle donne

Di Michèle Fitoussi
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Photo credit: Courtesy Elle Archive
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From ELLE

Ripercorrere i passi avanti fatti prendendo il nostro magazine come punto di riferimento è sbalorditivo. ELLE è prima di tutto un favoloso spazio femminile che abbraccia i diritti delle donne e l'evoluzione della morale e della società. Due aspetti che non esistono l'uno senza l'altro. Ma non si evolvono necessariamente allo stesso ritmo.

Dalla freddezza di Christine Lagarde, presidente della Bce, evocata “senza tabù” nelle nostre pagine, all'hashtag #tasjoui, sono forse passati dieci secoli? No, appena otto decenni. Ma ci sono volute molte lotte per le donne per ottenere l'indipendenza attraverso il lavoro e il controllo del proprio corpo.

In ogni fase, ELLE è sempre stata lì per anticipare o accompagnare, dapprima in Francia, poi negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Spagna, Italia, Cina, Polonia, Grecia e altrove. Tutte le ingiustizie verso le donne sono state denunciate dal potere della penna, neutra o militante, ironica o arrabbiata. Tanti intelletti femminili hanno espresso, tramite il magazine, il loro pensiero su questi argomenti. Nessuno dei grandi dibattiti - aborto, parità o hijab - è stato trascurato.

Un mix schizofrenico di pagine di moda e sezioni di beauty? Sì, è stato detto anche questo. Ma mai dalle lettrici. In settantacinque anni, ELLE ha toccato migliaia di donne in tutto il mondo, di tutti i ceti sociali e di tutte le generazioni, felici di scoprire ogni settimana, o ogni mese, cosa le fa arrabbiare, cosa le ispira, cosa le spinge ad agire. Sembra evidente che questa emancipazione è stata una specie di corsa sulle montagne russe.

Dopo le timide richieste degli anni '40 -'60, la frenesia degli anni '70, le superdonne degli anni '80, sembrava ci fosse rassegnazione e sdegno. Un passo avanti, due passi indietro. Perché se anche le parole cambiano, la malizia spesso rimane la stessa. Questo fino al 2010, quando le rivendicazioni si sono intensificate e hanno raggiunto il loro picco nell'ottobre 2017, dopo l'affare Weinstein.

La nuova ondata post #MeToo è radicale, indisciplinata, feroce ma spesso molto divertente. Attraverso siti web, blog, podcast, hashtag, social network, le giovani donne non vogliono più promesse. Le parole "femminismo" o "emancipazione femminile" non sono mai state così tanto usate nelle nostre 45 edizioni di ELLE come negli ultimi dieci anni. Ma ci scommettiamo che verranno usate ancora per molto tempo.

1945-1955: LE DONNE SI FANNO AVANTI

In quegli anni il 33% delle donne francesi lavora, come quasi ovunque in Europa. Arriveremo al 75% nel 2020. "Lavorare non è solo guadagnarsi da vivere, ma anche aprire una porta sul mondo", scrive Françoise Giroud, caporedattrice, nel 1946. E poco dopo:

Eppure nel 1954 il futuro, secondo un sondaggio, è ancora il matrimonio. Conciliare lavoro e vita domestica? Molte donne sposate e attive offrono le loro soluzioni: orari di lavoro più flessibili, un giorno libero alla settimana - il giovedì in Francia - vacanze in linea con quelle dei bambini.

Nel 1945, le donne francesi si recano ai seggi elettorali. Françoise Giroud le esorta: "Signore, non rimanete a casa, votate!". Votano anche le donne italiane, seguite dalle spagnole, ma solo quelle sposate. Le donne americane e inglesi votavano già dagli anni '20. Le donne finlandesi, norvegesi, danesi, polacche e bulgare avevano ottenuto il diritto di voto anche prima, mentre le neozelandesi (1893) e le australiane (1902) sono state delle pioniere in questo campo!

Sempre in questi anni Simone de Beauvoir scuote il mondo con il suo saggio "Il Secondo Sesso" e diventa una delle icone della rivista. Per quanto riguarda la morale, ancora si annaspa. “Sei favorevole o contraria all'educazione sessuale?” Chiede la rivista nel 1949. “Il 50% delle donne è frigido?” Il "medico ELLE" è irremovibile: "L'emancipazione economica e sociale delle donne garantirà loro un migliore equilibrio sessuale". E altrove? Come vivono le donne australiane, americane, sovietiche o portoghesi? Non molto meglio di quelle francesi.

1956-1967: LE DONNE INSORGONO

Photo credit: Courtesy Elle Archive
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Ma la strada da percorrere è ancora lunga! “Solo un marito su cento è felice che sua moglie abbia un lavoro”. Pazienza. Nel 1965 la legge consente finalmente alle donne francesi di lavorare senza autorizzazione matrimoniale e di aprire un conto in banca a proprio nome. Un reportage in una fabbrica e un altro in un ospedale consacrano queste “eroine dei tempi moderni”: operaie e infermiere. Un terzo reportage racconta la storia delle donne suburbane che fanno “quattro ore di viaggio al giorno” come l'omonimo best-seller (Quatre heures de transport par jour di Brigitte Gros, ndr).

"Ho 32 anni. Aspetto il mio sesto bambino. Sono disperata”. Questo grido dal cuore di una lettrice risale al 1961, sei anni prima del Neuwirth Act, che autorizza la pillola in Francia, con parecchio ritardo rispetto alla legislazione britannica e americana. Nello stesso anno viene aperto il primo centro di pianificazione familiare in Francia. È contrario a "salute pubblica, morale, religione, natalità, società”? No e no, risponde ELLE. Ci sono anche le opinioni dall’estero: "Dovremmo invidiare le donne danesi così libere?" si chiedono due donne al potere, Golda Meir, “statista” e Indira Gandhi che si arrabbia quando viene interrogata sulla “fragilità femminile”.

1968-1980: LE DONNE DIVENTANO ATTIVISTE

Photo credit: Courtesy Elle Archive
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Nel maggio 68 arriva il grande scossone. La rivista, contestata dallo staff della redazione, quasi non viene pubblicata! Le ragazze del giornale indossano i pantaloni, con grande dispiacere di Hélène Lazareff. Sulla copertina di un numero in bianco e nero, come se fosse un quotidiano, si vedono marciare i manifestanti. La società sta cambiando a una velocità vertiginosa. Ovunque! Il tono dei giornali si sta irrigidendo. "Perché tutto questo odio per il dramma dell'aborto?", in Inghilterra e negli Stati Uniti, in quel periodo è da poco diventato legale. In Francia, quasi un milione di donne abortisce ogni anno, rischiando la vita. Fino a quando Loi Veil non è stata approvata nel 1975, ELLE non ha allentato la pressione. A Versailles, nel novembre 1970, si tiene in un'atmosfera febbrile l’Etats Généraux de la Femme (l’Assemblea generale delle donne). I risultati? Le leggi vengono approvate. Nel 1972 viene votato il principio della parità di retribuzione. Per la reale attuazione, però, si deve attendere ancora qualche decennio.

In Svezia, invece, ci sono "veri uomini, che lavano i piatti e vogliono avere dei bambini". Quando viene pubblicato La mistica della femminilità della femminista americana Betty Friedan, un’editorialista esprime questo accorato grido: "È diventato troppo difficile essere una donna!" Le donne di tutto il mondo stanno lottando per rimanere a galla, e soprattutto “alle ragazze manca l'ambizione”.


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Lottiamo contro lo stupro, "la legge del silenzio". "Perché ci sposiamo?” È un’altra delle domande che vengono poste. Nel 1970 le donne italiane hanno finalmente il diritto al divorzio! Le spagnole non ce la faranno ancora fino al 1981. Gli articoli documentano un'amara valutazione del minor potere delle donne in politica. È difficile imporsi in un mondo fatto per i maschi. Ed è lo stesso ovunque.

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Nel 1978 ELLE fa visita alle donne spagnole post-Franco; l'anno successivo, la femminista Kate Millet, espulsa dall'Iran, testimonia la situazione delle donne iraniane. C'è del lavoro da fare anche lì. Tuttavia, nei nove paesi dell'UE, "la felicità delle donne e il loro gusto per la vita sono intrecciate dalle stesse gioie".

1980-1990: LE DONNE CERCANO DI RIMANERE A GALLA

È l'era delle "combattenti", "quelle a cui riesce tutto". È una trappola? Certamente le donne sono ovunque, il numero delle donne imprenditrici è in aumento. Si sta cercando di stabilire l'uguaglianza professionale. Certo, certo... ma loro sono disilluse. Spesso lavorano “per un marito o un collega, 70 ore alla settimana". È il vaso mai colmo delle Superwomen? Nel 1986 ho scritto un articolo in cui ho smantellato con indignazione e umorismo la trappola della donna perfetta che deve riuscire a tenere tutto sotto controllo.

Come educare le ragazze? Come crescere i ragazzi? La famiglia si emancipa, si scioglie, si ricompone, compaiono i genitori single, anche i genitori dello stesso sesso. Nel 75% dei casi "sono le donne a chiedere il divorzio". Rivendicano il diritto all'adulterio: "Avere l'amante è ciò che fortifica la coppia?". Si interrogano sull'orgasmo, sul desiderio e sul piacere. La RU 486, pillola del futuro viene finalmente autorizzata.

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ELLE porta avanti campagne perché venga distribuita anche alle minorenni. Ma il "contraccolpo" è all'opera secondo la femminista americana Susan Faludi che qualche anno dopo scriverà nelle colonne di ELLE USA, lanciato nel 1986. Nel 1990, un editoriale afferma: "Rimettiamoci all’opera" e un articolo pone la domanda:

Altrove, è una debacle: donne bruciate con l'acido in Iran, infanticidi femminili in Cina, delitti d'onore in Giordania, mutilazioni in Africa... La vita delle donne è a rischio! Ma le donne americane si uniscono ai Marines e Benazir Bhutto prende il potere in Pakistan. Esce una nuova edizione spagnola (1986) seguita subito da quella italiana (1987) e si moltiplicano le voci femminili su questi temi.

1990-2000: LE DONNE SONO SCONTENTE

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Con le molteplici umiliazioni denunciate dalle inchieste, i motivi per arrabbiarsi sono tanti, e la mancanza di parità è in cima alla lista. Nel 1997, due editoriali espongono i pro e i contro. Ne seguono altri, sempre con lo stesso slogan: “Parità, non carità”! E lo stipendio delle madri? Tenere le donne a casa non è una soluzione alla disoccupazione, ribattono le editorialiste. Ma lavorare quando si hanno figli rimane un incubo. Un sondaggio del 1999 mostra che solo il 17% delle donne intervistate non ha difficoltà a conciliare i due aspetti. Le altre stanno ancora aspettando la divisione del lavoro.

E l'aborto “è ancora una lotta”. Le molestie sessuali sono il nuovo terreno di battaglia. Indipendenza economica e pianificazione delle nascite: i sogni delle ragazze "non sono più sexy". Beh, almeno il Principe Azzurro se n'è andato. C'è del neo-machismo nell'aria, pubblicità sessiste, violenza domestica e violenza in generale. Eppure la morale sta cambiando rapidamente. Articoli su bisessualità, vita da single, scambismo, punto G, omosessualità, pornografia e sex toys, confermano una libertà ormai data per scontata. Una copertina di ELLE Italia strilla:

mentre su ELLE Spain ci incita alla nuova "Revolucion". Ma ahimè, questo non vale per il resto del mondo. Burqa a Kabul, matrimoni forzati in Africa, stupri di guerra in Kosovo e nella Repubblica Democratica del Congo, lapidazioni in Nigeria, divieto di aborto in Irlanda, abusi sulle donne ovunque. Secondo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il 75% delle vittime dei conflitti armati sono donne. ELLE Thailand, uscito nel 1994, si scaglia contro il turismo sessuale, la piaga del Paese.

In India, nel nuovo ELLE (1996), anche le donne indiane lottano per i propri diritti e la propria autonomia. Un po’ di speranza, finalmente? Intervistata alla Casa Bianca, nel 1996, Hillary Clinton sogna già una donna presidente degli Stati Uniti. Quattro anni dopo, però, ELLE USA si chiede: "Chi tra Bush e Gore sarà il miglior presidente per le donne?" In Russia, per la terza volta, c'è una cosmonauta donna alla stazione spaziale Mir: Elena Kondakova. Il blocco comunista è crollato e ELLE Russia sta arrivando.

2000-2010: LE DONNE VANNO AVANTI

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Stiamo andando avanti o indietro? Come possiamo rompere il soffitto di cristallo? Uguaglianza a quale prezzo? Il salario: è l'ingiustizia che colpisce le donne. Perché le ragazze non scelgono le materie scientifiche? Dobbiamo utilizzare i femminili nei titoli professionali? Perché il diritto all'aborto è sempre contestato e gli uomini violenti sono al centro dell'attenzione? ELLE denuncia la violenza sulle donne, sostiene diverse cause, con in mente in particolare quella contro il burqa e lancia una petizione che verrà consegnata al Presidente della Repubblica.

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Ma in politica è una battaglia continua. "Dove sono le donne ministri o presidenti?". A parte Theresa May, capo del Partito conservatore britannico nel 2002, Angela Merkel, cancelliera della Germania nel 2005, Cristina Fernandez de Kirchner, presidente dell'Argentina nel 2007 e Dilma Rousseff, presidente del Brasile nel 2010, ci sono poche donne ministre o presidenti.

Il femminismo è ormai antiquato nel 2009? Non proprio. Da Kabul a Riyadh, dall'Iran all'Indonesia, il mondo musulmano riflette immagini di donne oppresse. Nel 2001, su una copertina storica, una donna e sua figlia dal Chad raccontano il martirio delle donne afghane sotto i talebani. ELLE ospita una delegazione di donne afghane al Parlamento europeo. Nel 2003 l'avvocato iraniano Shirin Ebadi è la prima donna musulmana a ricevere il Premio Nobel per la Pace. Bella e impegnata, Angelina Jolie - la nuova Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite - parla su ELLE USA.

2010-2020: LE DONNE SI RISVEGLIANO

Photo credit: Courtesy Elle Archive
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Valérie Toranian, Direttrice editoriale di ELLE France, organizza un nuova Assemblea generale delle donne nel maggio 2010 all’Istituto di studi politici di Parigi. La conclusione a cui si arriva: meglio va ma non è abbastanza. Nel mentre, viene creato in Francia il forum ELLE Active. Fanno seguito ELLE Cina, ELLE Italia, ELLE Giappone, ELLE Belgio, ELLE Messico, ELLE Ucraina e ELLE Vietnam. L'obiettivo?

Nel mondo il 63% delle donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni fa uso di contraccettivi: il 4% in Sudan e l'88% in Norvegia. Dopo 119 anni di lotte, l'aborto viene depenalizzato in tutta l'Australia. In tutto il mondo, 50 paesi stanno aumentando l'accesso all'aborto, anche se il 40% delle donne è soggetto a leggi restrittive come in Polonia e in alcuni stati americani. Dopo che nel 2011 il caso Strauss-Kahn a New York sconvolge il mondo, le testimonianze su molestie e violenze sessuali iniziano a diffondersi.

La mancanza di condivisione dei compiti domestici diventa peso mentale.

Lo si chiede alle lettrici della rivista. La risposta: non è una battaglia del passato. I giovani si battono per le persone trans, per le lesbiche e le persone marginalizzate per la loro etnia, contro la cultura dello stupro. Altrove, la violenza sessuale è un'arma di guerra contro le donne siriane, libiche e yezidi e le schiave del sesso del Daesh.

Nel 2016 Hillary Clinton non diventerà presidente, l'anno successivo Angela Merkel sarà rieletta con un margine ristretto. Solo 21 donne cape di stato o di governo guidano uno dei 200 paesi del mondo. Tra loro ci sono Danimarca, Slovacchia, Belgio, Grecia e Singapore. Le edizioni internazionali sono sempre sotto i riflettori.

Nel 2017 le donne musulmane indiane non sono più vittime del divorzio istantaneo in tre parole, “il triplo talaq”, pronunciato dal marito che le ripudia. Una vittoria. Nel novembre 2019, le donne vittime di abusi sono sulla copertina di un numero di ELLE Francia sulla violenza domestica. E poi esplode il fulmine: l'hashtag #metoo che segue l'affare Weinstein, cambiando ancora una volta la situazione. I social network danno la possibilità di raccontarsi. YouTuber, hashtag e podcast denunciano la violenza ostetrica e quella sessuale, i femminicidi, la pedofilia, l'area grigia del consenso e il cyberstalking. ELLE Belgio si oppone alle molestie per strada.


Photo credit: Courtesy Elle Archive
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In tutto il pianeta, ELLE è sul pezzo più che mai. Un anno dopo il #metoo, le mentalità è cambiata? Il 61% delle ragazze dai 15 ai 20 anni afferma di essere femminista. Ma è un miscuglio.

Nell'aprile 2020, il contenimento quasi globale dell'epidemia di Covid-19 rivela ancora una volta evidenti disuguaglianze e il dramma della violenza domestica. Diverse edizioni internazionali rendono omaggio alle infermiere, sottopagate come quasi tutte le professioni femminili, secondo uno studio condotto in 75 paesi. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro - che indica anche che la maggior parte del lavoro part-time è femminile - di questo passo ci vorranno altri 75 anni per raggiungere la parità di retribuzione. A quel punto ELLE festeggerà il suo 150° compleanno.